Roma – La pandemia ha rivoluzionato la spesa degli italiani. A far luce su questo cambiamento – come riporta Il Sole 24 Ore – Albino Russo, responsabile dell’Ufficio studi Coop, in riferimento ai risultati all’ultimo Rapporto Coop, e Marco Limonta, business insights director di Iri. Ciò che emerge è un parziale abbandono dei trend alimentari registrati negli ultimi anni (come i super-food, i cibi etnici o quelli pronti), in favore di prodotti 100% italiani, meglio se locali o a Km zero. Se da una parte i consumatori hanno riscoperto il ‘fatto in casa’ e i piatti della tradizione, dall’altra hanno optato per cibi confezionati e surgelati rispetto a quelli sfusi. Scelta dettata da una crescente esigenza di sicurezza e sfociata in un calo delle vendite al banco nonché in un boom di acquisti online. I due esperti concordano sul fatto che alcune di queste abitudini sono destinate a durare anche a pandemia conclusa. “Si inseriranno, però”, spiega Russo, “in un percorso di innovazione: prenderemo la parte migliore della tradizione italiana riempiendola di contenuti innovativi”. Tra questi, l’aspetto salutistico, sempre più orientato alla sicurezza alimentare. “Smetteremo di volerci curare con i super-food”, prosegue Russo, “e presteremo maggiore attenzione alla provenienza dei cibi e alla loro sostenibilità”. Dello stesso parere Silvia Zucconi, responsabile market intelligence di Nomisma: “Gli italiani non sembrano intenzionati a sacrificare la qualità di ciò che mangiano. Un compromesso potrebbe essere rappresentato dai prodotti a marchio del distributore”.
Emergenza Covid-19: com’è cambiata la spesa degli italiani
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