Beni strumentali, 2025 ancora in flessione. Federmacchine: “stabilità attesa nel 2026, ma pesa incertezza globale”

2025-12-23T10:35:44+01:0023 Dicembre 2025 - 10:34|Categorie: Tecnologie|Tag: , , , , |

Milano – Dopo un 2024 già complesso, il 2025 si conferma un anno difficile per l’industria italiana dei beni strumentali. Secondo i preconsuntivi di Federmacchine, il fatturato del comparto si attesterà a 51,84 miliardi di euro, in calo del 2,1% rispetto all’anno precedente. A incidere sui risultati è soprattutto la debolezza dei mercati esteri, che continua a penalizzare l’andamento complessivo del settore.

L’export scenderà a 34,76 miliardi di euro (-5,4%). Nel periodo gennaio-settembre 2025, sulla base dei dati Istat, i principali mercati di sbocco del made in Italy restano Usa (2,38 miliardi di euro, -3,1%), Germania (1,70 miliardi, -7,9%) e Francia (1,15 miliardi, -4,8%), mentre emergono segnali positivi in Spagna (+3,2%) e soprattutto in Polonia (+18,8%). In controtendenza il mercato interno, dove le consegne torneranno a crescere a 17,08 miliardi di euro (+5,3%), sostenute dalla ripresa del consumo domestico di macchinari, salito a 27,27 miliardi (+4,8%).

Per il 2026, le previsioni indicano una fase di sostanziale stabilità: il fatturato dovrebbe attestarsi a 51,85 miliardi di euro, in linea con il 2025. L’export resterà ancora lievemente negativo (-0,6%), mentre le consegne dei costruttori italiani cresceranno dell’1,3%, trainate da un ulteriore rafforzamento della domanda interna.

“Dopo anni di grande espansione, l’industria dei beni strumentali si confronta oggi con una profonda instabilità geopolitica”, sottolinea Bruno Bettelli, presidente di Federmacchine, richiamando tra i principali fattori di incertezza la crisi della Germania, le tensioni internazionali, i dazi statunitensi e il rafforzamento della capacità manifatturiera cinese. Sul fronte interno, Bettelli ha sottolineato come i ritardi e le difficoltà operative di Transizione 5.0 abbiano “congelato la domanda per troppi mesi”, evidenziando la necessità di strumenti di politica industriale chiari, stabili e immediatamente operativi. In questo senso, le misure previste dalla Legge di Bilancio 2026, se confermate nella loro pluriennalità e semplicità di utilizzo, potrebbero sostenere in modo più efficace gli investimenti e la pianificazione delle imprese.

I dati sono stati presentati nel corso dell’ultimo Consiglio Generale della federazione, che ha deliberato la nomina di Gian Paolo Crasta a Segretario Generale di Federmacchine. Crasta raccoglie il testimone da Alfredo Mariotti, che ha guidato la federazione per oltre 30 anni.

 

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