Roma – L’Ansa ha pubblicato sabato la notizia secondo cui l’Icqrf (Ispettorato repressione frodi, unità investigativa centrale) e i Nac (Carabinieri dei nuclei antifrodi) avrebbero sequestrato in tutta Italia oltre 30mila litri di vini comuni, rossi e bianchi, spacciati per prodotto di qualità e, in alcuni casi, con denominazioni di origine protette, per un valore commerciale di oltre 60mila euro. L’operazione, scattata in oltre 90 punti vendita in tutt’Italia durante le giornate di mercoledì 4 e giovedì 5 febbraio, ha permesso di iscrivere nel registro degli indagati otto individui operanti nel settore vitivinicolo, che avrebbero commercializzato vini generici sfusi contrassegnati con sigle e nomignoli evocativi di vini qualitativamente superiori, sfruttandone la notorietà: ad esempio Cab Sau o Pi Ne per Cabernet Sauvignon o Pinot Nero.
Sequestrati 30mila litri di vino sfuso, spacciati per prodotto di qualità
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