Pesaro – Si conclude con il rinvio a giudizio di 33 persone, l’operazione per smascherare casi di falso biologico denominata “Vertical Bio”. Lo riporta il Resto del Carlino, che spiega come l’attività d’indagine, durata due anni, abbia consentito di sgominare due associazioni per delinquere che operavano nell’import e nella vendita di referenze bio, tra Pesaro, Campobasso, Piacenza e Verona. Coinvolti nella frode anche due organismi di certificazione, aventi sede a Fano (Pu) e Sassari. Lo schema della truffa prevedeva la produzione di granaglie in paesi stranieri, tra cui Moldavia, Ucraina e Kazakistan, che erano poi importate, con qualifica di prodotto bio ottenuta da enti compiacenti, in Italia. La merce entrava all’interno del mercato Ue attraverso Malta, eludendo così i rigidi controlli alle dogane del nostro paese. Dal 2007 al 2013, 350mila le tonnellate di granaglie falsamente biologiche giunte in Italia, per un fatturato illecito stimato di 126 milioni di euro.
“Vertical Bio”: rinvio a giudizio di 33 persone
RepartoGrafico2015-12-04T12:33:56+01:001 Dicembre 2015 - 09:23|Categorie: Bio|Tag: biologico, certificazione, Falso Bio, granaglie, Resto del Carlino, truffa, Vertical Bio|
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