Torino – Non è accettabile che i colossi del web paghino il 6% di tasse grazie alle sedi fiscali in Lussemburgo o in Irlanda, mentre le piccole e medie imprese italiane sono strangolate da una fiscalità al 70%. La stoccata arriva da Lorenzo Fontana, il nuovo ministro degli Affari Europei del governo Conte, entrato in carica meno di un mese fa, in quota Lega. Nell’intervista rilasciata ad Alberto Mattioli su La Stampa di ieri, il neo ministro attacca gli assetti attuali dell’Unione europea, sostenendo la necessità di riformare l’Ue, un’esigenza, asserisce Fontana, che “sta crescendo ovunque ed è trasversale”. Nel mirino ci sono l’influenza del presidente francese Emmanuel Macron e della cancelliera tedesca Angela Merkel sulla politica comunitaria, la necessità che l’Unione prenda una posizione nella disputa commerciale e politica tra Usa e Cina, ma anche la posizione privilegiata a livello fiscale che Amazon, Google & Co. godono oggi nel Vecchio Continente. Per questo, sollecitato sulla partita delle nomine europee, il ministro esprime l’auspicio che all’Italia venga assegnato il commissario alla concorrenza, per tassare finalmente i giganti della Rete e difendere le imprese italiane.
Il ministro Fontana contro i giganti del web: “Non è possibile che paghino il 6% di tasse in Ue”
RepartoGrafico2023-06-15T17:47:14+01:005 Agosto 2019 - 15:15|Categorie: Mercato|Tag: giganti del Web, Lorenzo Fontana, unione europea|
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