Allarme lavoro (3). Bar e ristoranti non trovano cuochi e camerieri

2021-08-12T10:24:56+02:0012 Agosto 2021 - 10:24|Categorie: in evidenza, Mercato|Tag: , , , , , , |

Parma – Bar e ristoranti sono in piena ripresa, complice anche la stagione estiva. Eppure il comparto fatica a trovare personale. In un’intervista a La Repubblica, Ugo Bertolotti, presidente di Fipe Parma (Federazione italiana pubblici esercizi), spiega i diversi motivi. Questa carenza “si stava riscontrando già prima del Covid19. Stiamo assistendo a un disinnamoramento per questa professione, faticosa ma ripagante anche a livello morale”. Tra le possibili cause, il presidente identifica la fretta della clientela, che non apprezza più le spiegazioni di piatti o vini da parte di camerieri o sommelier. Oltre ad alcune criticità nei rapporti tra titolari e collaboratori: “Capita che si richiedano tanti sforzi e ore consecutive di lavoro senza un gesto di ringraziamento”. Da rivedere sarebbero anche i contratti: “Alcune professioni sono sottopagate e le persone, soprattutto durante la pandemia, hanno visto che possono lavorare in altri settori, oppure riuscire a guadagnare qualcosa anche senza lavorare, con sussidi e sostegni”. Quest’ultimo punto è confermato da tanti ristoratori che lamentano, anche sui social, l’assurdità delle risposte ai colloqui: “Con la disoccupazione e un lavoretto in nero porto comunque a casa quasi uno stipendio”, oppure: “Guardi, ho il reddito di cittadinanza e lavoro in ristorante solo a chiamata, sto bene così”. Tutto questo crea forti criticità e ripercussioni notevoli, tanto che molti ristoranti, essendo sotto organico, devono limitare le prenotazioni per paura di non riuscire a fornire un servizio adeguato. “Quindi, non riescono a lavorare e guadagnare come vorrebbero e potrebbero, mettendo a rischio gli investimenti per il futuro”, conclude Bertolotti.

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