Amazon automatizza la gestione dei congedi per malattia e disabilità. Ma negli Usa scoppia il caos

2021-10-26T12:34:04+02:0026 Ottobre 2021 - 11:37|Categorie: in evidenza, Mercato|Tag: , , , |

Seattle (Usa) – Licenziamenti errati, certificati medici svaniti nel nulla e software in tilt. Accade negli Stati Uniti, dove Amazon è il secondo datore di lavoro privato con oltre 1,3 milioni di dipendenti. Come riferisce un’inchiesta del New York Times, poi ripresa dal Corriere della Sera, la multinazionale di Jeff Bezos sta attraversando una vera e propria tempesta interna. Pare infatti che siano sorte numerose difficoltà nella gestione del sistema di congedi per malattia e disabilità. Amazon ha infatti tentato di automatizzare il più possibile il procedimento per ottenere un congedo. I dipendenti sono quindi obbligati a richiedere permessi su un’applicazione interna o attraverso reti telefoniche automatizzate. I software utilizzati, però, sembrano non aver semplificato la vita dei lavoratori. Anzi. L’inchiesta del New York Times evidenzia che in ben 179 magazzini dislocati sul territorio statunitense sono stati riscontrati problemi dovuti a un’inefficienza di tali software. Di conseguenza, alcuni dipendenti che, per motivi familiari o di salute, avevano correttamente richiesto e ottenuto un congedo sono stati licenziati. In altri casi, invece, sono andati incontro a una riduzione o a una sospensione della paga. Amazon è quindi corsa ai ripari incaricando la manager Bethany Reyes di rendere efficiente il sistema di gestione. Il colosso di Jeff Bezos, però, è ora accusato di aver violato la Legge sul lavoro degli Stati Usa in cui operava.

 

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