Roma – L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha archiviato l’istruttoria sul cosiddetto ‘cartello del vetro’, il presunto accordo tra i produttori di bottiglie di vetro per il vino in relazione agli aumenti applicati ai clienti nel 2022 (provvedimento n. 31783 – bollettino Agcm1/2026). Lo riporta Assovetro, l’Associazione degli industriali del vetro, che tra le nove aziende indagate conta otto associate.
“Nel procedimento istruttorio – scrive l’Autorità – non sono emersi elementi idonei a confermare la sussistenza di un’intesa fra le parti, nella forma di accordo o pratica concordata, avente per oggetto e/o per effetto di falsare la concorrenza nel mercato delle bottiglie di vetro per il vino”. Quindi, prosegue l’Authority, “non si ritiene di proseguire la presente istruttoria formulando addebiti alle Parti in meriti”.
L’istruttoria dell’Antitrust ha avuto inizio nel novembre 2023 ed è stata avviata da segnalazioni, tra cui una proveniente dalla piattaforma di whistleblowing dell’Authority e ha coinvolto Berlin Packaging Italy, Bormioli Luigi, O-I Italy, Verallia Italia, Vetreria Cooperativa Piegarese, Vetreria Etrusca, Vetri Speciali, Vetropack Italia e Zignago Vetro.
Soddisfatto il presidente di Assovetro, Marco Ravasi, che ha così commentato: “Si mette finalmente fine a una vicenda che aveva messo in discussione la lealtà della concorrenza e la reputazione del settore. In un periodo estremamente complesso e difficile, le vetrerie si sono trovate costrette a reagire tempestivamente e gli aumenti del costo delle bottiglie sono dipesi da fattori esogeni, quali l’impennata dei costi dell’energia e delle materie prime. Importante è aver visto riconosciuta l’assoluta liceità della condotta delle vetrerie e aver stabilito la correttezza di un comparto che ha sempre servito al meglio i propri clienti”.