Milano – La strategia ‘Farm to Fork’ presentata dalla Commissione europea suscita le perplessità di Assica. “Siamo pronti a impegnarci in una strategia di sviluppo sostenibile che valorizzi ed aiuti a crescere il nostro settore, in una vera e propria ‘Politica alimentare comune’, e invece ci troviamo una lista di accuse da cui difenderci, obblighi da rispettare con prospettive commerciali per il futuro incerte”, spiega il presidente Nicola Levoni. “Nel testo approvato rileviamo una contrapposizione diffusa tra prodotti di origine animale e prodotti di origine vegetale. Cattivi o quantomeno sospetti i primi, buoni ed esenti da difetti o impatti ambientali i secondi. Avremmo preferito un approccio più equilibrato da parte della Commissione europea. Ci saremmo aspettati fosse stata più obiettiva, che nel testo fosse quantomeno considerato che una dieta equilibrata dovrebbe includere tutti gli alimenti”, continua Levoni. Diverse le perplessità anche sull’etichettatura e sul piano d’azione allegato alla strategia: “Un susseguirsi di scadenze rispetto alle quali saranno fissati nuovi obblighi per le aziende: solo entro il 2021, un codice di condotta, la riformulazione (impossibile cambiare le ricette dei nostri salumi tipici), imposizione di limiti massimi di alcuni nutrienti (la riduzione del sale nei nostri prosciutti è già arrivata al limite) criteri di sostenibilità. Poi nel 2022 avremo i profili nutrizionali, la revisione della direttiva sui materiali a contatto con gli alimenti; etichettatura nutrizionale fronte pacco obbligatoria; indicazione d’origine obbligatoria”, ha concluso il presidente.
Assica: delusione per strategia europea ‘Farm to fork’
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