Canberra (Australia) – L’Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) ha fatto causa a Coles e alla sua rivale Woolworths, accusando i colossi dei supermercati di aver ingannato gli acquirenti tra il 2021 e il 2023 con promozioni basate sul doppio prezzo ‘prima/ora’ (was/is). Il giudice Michael O’Bryan ha stabilito giovedì che le promozioni ‘Down Down’ di Coles, in alcuni casi, hanno indotto falsamente i clienti a credere di beneficiare di una reale riduzione di prezzo.
Tutti i rivenditori australiani sono stati richiamati all’obbligo di mantenere i propri sconti autentici, secondo quanto ha dichiarato Rod Sims, l’ex capo dell’autorità di vigilanza sui consumatori. “Se suggerisci che c’è uno sconto, allora deve trattarsi davvero di uno sconto”, ha dichiarato Sims. “Questo avrà implicazioni più ampie per tutte le aziende… Devono essere davvero sicure che ciò che offrono ai consumatori sia vero”. Woolworths si sta difendendo in una causa quasi identica, la cui sentenza non è stata ancora emessa.
La decisione potrebbe anche spingere i supermercati a rendere più rigide le proprie regole sugli sconti. Il giudice ha riscontrato che le regole interne di Coles richiedevano che il prezzo precedente di un prodotto rimanesse in vigore per almeno 12 settimane prima di applicare uno sconto ‘Down Down’, ma nel 2022 l’azienda ha ridotto questo periodo a sole quattro settimane. Le altre catene di supermercati probabilmente si adegueranno a tempi più lunghi, per evitare a loro volta una causa legale.
Coles rischia ora una sanzione pecuniaria molto importante, e ha già perso 630 milioni di dollari di valore di mercato dopo la sentenza, a seguito delle vendite di azioni da parte dei trader nella giornata di giovedì. Woolworths ha perso a sua volta 512 milioni di dollari: di fatto gli investitori hanno dimostrato di credere la più grande catena di supermercati australiana subirà la stessa sorte della sua rivale. Ogni singola promozione ingannevole potrebbe comportare una sanzione massima di 50 milioni di dollari, ma la multa record per una violazione della legge sui consumatori in Australia è stata di 125 milioni di dollari, inflitta a Volkswagen nel 2019 per aver ingannato i clienti sulle emissioni dei motori diesel.
Coles potrebbe anche dover pagare una somma aggiuntiva se dovesse perdere una class action sulle promozioni ‘Down Down’, guidata dallo studio GMP Law e legata alle conclusioni del tribunale federale. Il consulente speciale di GMP, Greg Mackey, ha dichiarato di aspettarsi che Coles dovrà rimborsare i milioni di australiani che hanno acquistato a un prezzo ‘Down Down’ ingannevole. Mackey ha aggiunto che potrebbe volerci un altro anno prima che la class action venga discussa, con ulteriori ritardi nel caso in cui Coles dovesse presentare ricorso contro la sentenza. Giovedì l’azienda ha dichiarato che sta esaminando la decisione del giudice. “La mia previsione è che ci sia il 90% di possibilità di un ricorso, perché la posta in gioco a tutti i livelli è troppo alta per Coles”, ha concluso Mackey.