Mosca – Si è svolta negli scorsi giorni una teleconferenza tra il vice capo del Servizio federale russo di veterinaria e sorveglianza fitosanitaria (Rosselkhoznadzor), Yevgeny Nepoklonov e Bernard Van Goethem, direttore della divisione per le Problematiche veterinarie e internazionali della direzione generale per la Salute e i consumatori della Commissione europea. La discussione si è incentrata sulla modifica del paragrafo 4.3 del certificato veterinario, (relativo all’origine dei prodotti da zone indenni da malattie infettive), dalla cui interpretazione potrebbe dipendere il ripristino dell’import di carne suina in Russia. Il rappresentante dell’Ue ha sottolineato come il blocco non sia accettabile per i suini nati, allevati e macellati in regioni e paesi in cui non è stata riscontrata la peste suina africana negli ultimi 36 mesi. Yevgeny Nepoklonov ha invece sottolineato come non sia sufficiente l’assenza nei singoli paesi, ma per garantire una reale sicurezza, anche i paesi confinanti devono offrire le stesse garanzie. Il Rosselkhoznadzor lamenta, inoltre, con toni piuttosto duri, alcune lacune nella documentazione presentata dall’Ue.
Blocco import suini: continuano le divergenze tra i vertici russi e comunitari
RepartoGrafico2014-03-19T18:21:11+01:0019 Marzo 2014 - 17:53|Categorie: Salumi|Tag: Bernard Van Goethem, Rosselkhoznadzor, suini, Ue|
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