Istanbul (Turchia) – Carrefour accelera la revisione del proprio perimetro internazionale e lascia la Turchia, uno dei mercati più problematici degli ultimi anni sul fronte della redditività. Il gruppo francese ha raggiunto un accordo con il discount locale A101 per la cessione della controllata Carrefour SA in un’operazione dal valore di 325 milioni di dollari.
L’intesa prevede il passaggio di mano dell’89,28% del capitale della società turca. Nell’operazione rientrano sia la quota del 57,12% detenuta da Sabanci Holding, partner storico di Carrefour in Turchia, sia il 32,16% posseduto da Carrefour Nederland BV. Il closing resta subordinato al via libera delle autorità turche della concorrenza, mentre il prezzo finale potrà essere ritoccato in base a debito netto e capitale circolante.
Nonostante la vendita, i negozi continueranno a operare con l’insegna Carrefour. A101 e CarrefourSA resteranno infatti due realtà distinte, con strutture manageriali, posizionamento e politiche commerciali separate. Carrefour manterrà nel Paese la propria identità, fondata su assortimento ampio, freschi e coesistenza tra marca privata e industria di marca.
A fine 2025 Carrefour contava in Turchia oltre 1.200 punti vendita, in un mercato presidiato dal 1991. Pur avendo sviluppato un giro d’affari vicino a 1,5 miliardi di euro, la filiale scontava da tempo una redditività insufficiente, aggravata anche dalle difficoltà finanziarie del partner Sabanci Holding.
L’operazione si inserisce nella strategia di Alexandre Bompard di concentrare il gruppo sui mercati chiave, in particolare Francia, Spagna e Brasile, alleggerendo la presenza nelle aree meno profittevoli. Dopo la cessione della filiale italiana a NewPrinces, Carrefour potrebbe uscire anche da Polonia, Romania, Argentina e Belgio.