Torino – Dalla carne congelata trattata con ormoni e antibiotici al riso coltivato con pesticidi vietati, Coldiretti torna a chiedere un deciso rafforzamento dei controlli su tutti i prodotti alimentari provenienti da Paesi extra Ue. L’allarme è stato lanciato durante la mobilitazione di Coldiretti a Torino, che ha visto la partecipazione di 6mila soci agricoltori insieme al presidente Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo e ai presidenti di Coldiretti Piemonte Cristina Brizzolari, Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e Coldiretti Valle d’Aosta Alessia Gontier. Coldiretti intende così tutelare la salute dei cittadini consumatori e difendere il reddito degli agricoltori italiani, “sotto pressione da una concorrenza sleale che appare incredibilmente favorita dall’Unione Europea guidata dalla presidente Ursula Von der Leyen”, come si legge nella nota dell’associazione.
Accanto ai controlli, Coldiretti ribadisce la necessità di garantire piena trasparenza attraverso l’etichettatura obbligatoria dell’origine a livello europeo e l’abolizione del codice doganale dell’ultima trasformazione: “Una regola che oggi consente di far risultare italiano ciò che italiano non è, alimentando confusione sugli scaffali e penalizzando le vere produzioni nazionali”.
A Torino è stata allestita una tavola simbolica che ha messo a confronto alcune eccellenze del Made in Italy, come il riso Carnaroli e la carne di razza piemontese, con prodotti stranieri che entrano in Europa senza controlli adeguati e spesso ottenuti con l’uso di sostanze vietate nell’Unione Europea.
“Sul fronte della carne bovina, nel 2024 sono arrivati in Italia 377 milioni di chili dall’estero, di cui 32 milioni di chili di carne congelata. Nel 2025 l’import complessivo è aumentato del 3%, ma quello della carne congelata ha fatto segnare un balzo del 30%. A preoccupare è l’uso, in molti Paesi extra Ue e in particolare in Sud America, di antibiotici e promotori della crescita, oltre alle lacune nei controlli sugli ormoni vietati in Europa, come nel caso del Brasile”, scrive ancora Coldiretti.
Situazione analoga per il riso. “Nel 2024 ne sono arrivati in Italia 300 milioni di chili, per quasi tre quarti dall’Asia, e nei primi dieci mesi del 2025 gli arrivi sono cresciuti del 9%. Nel riso indiano sono stati rilevati fungicidi e insetticidi vietati nell’Ue per i loro effetti cancerogeni e neurotossici, mentre in quello paraguayano è stato individuato un fungicida che altera la funzione ormonale. Nonostante ciò, il 60% del riso importato beneficia del dazio zero e, dal 2009, grazie al regime Eba ‘Everything but arms’, le importazioni sono passate da 9 a quasi 50 milioni di chili, aggravando fenomeni di dumping legati all’uso di pesticidi vietati e al sospetto sfruttamento di lavoro minorile”.