Contenzioso tra Illva Saronno Holding e il fisco cinese: comminata multa di 5,6 milioni di euro

2014-02-03T10:24:09+01:003 Febbraio 2014 - 10:24|Categorie: Mercato|Tag: , , , |

Saronno (Va) – Illva Saronno Holding, proprietaria dei marchi Disaronno, Tia Maria, Corvo di Salapatura e Florio, è stata condannata al pagamento di 5,6 milioni di euro dalle autorità fiscali cinesi a causa di un’erronea interpretazione della legge internazionale. Nel 2005 Illva Saronno Holding acquisisce il 33% della holding cinese Changyu Group, il maggiore produttore di vino in Cina. Nell’estate del 2012 l’azienda italiana decide di incorporare tramite fusione la propria controllata Isi, detentrice del 33% della Holding cinese. Operazione non tassabile, secondo gli accordi internazionali vigenti, ma l’ufficio fiscale cinese considera la fusione come una cessione e stabilisce il pagamento di un’imposta aggiuntiva quantificata in 5,6 milioni di euro. Illva di Saronno Holding si rivolge al ministero dell’Economia e delle Finanze italiano per attivare la procedura internazionale Mutual Agreement Procedure (Map), prevista dalla convenzione fiscale tra Cina e Italia del 1986. Purtroppo però il ministero italiano si attiva a settembre 2013, in tempi successivi alla scadenza del pagamento. La controparte cinese ha recentemente comunicato che darà un parere relativo alla procedura Map entro il 18 febbraio.

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