Milano –
Lo specialista dei dati Circana tratteggia i cinque trend che hanno caratterizzato il mercato europeo delle bevande negli scorsi mesi, analizzando i consumi di bar, ristoranti e supermercati. L’analisi, intitolata ‘Silent Revolution of Beverages’, si basa sui dati del panel di consumatori Crest e sugli insight di Foodservice Consumer Sentiment per la prima metà dell’anno fino a giugno 2025, che coprono Regno Unito, Francia, Spagna, Italia e Germania.
Alcol, no alcol e ready to drink
Primo tasto dolente è quello relativo al consumo di alcol, calato del 6% nei locali. Trend simile per le vendite al dettaglio di tutta Europa, dove nell’ultimo anno (fino a giugno 2025) si registrano volumi a -1,7%, pari a 285 milioni di litri in meno, mentre le vendite a valore registrano -1,5% (1 miliardo di euro in meno) rispetto all’anno precedente.
Al contrario, il cambiamento delle abitudini di consumo vede le bevande analcoliche alimentare la crescita complessiva del mercato, con vendite al dettaglio in aumento del 5,5% rispetto all’anno scorso (+4 miliardi di euro) e volumi in crescita del 2,3%, pari a 1,5 miliardi di litri in più. A crescere sono soprattutto le vendite al dettaglio di cocktail ready-to-drink (RTD). Interessante da notare che, secondo Circana, i superalcolici RTD sono cresciuti del 6,5% (+145 milioni di euro) e rappresentano l’unica categoria di alcolici in crescita.
La soda piace ‘funzionale’. Banditi gli zuccheri
Le sode moderne – bevande frizzanti a base di stevia, zucchero di canna o vero succo di frutta – contengono prebiotici, vitamine o ingredienti benefici per l’intestino, trasformando la bibita gassata in un alleato del benessere.
Le bevande senza o con poco zucchero guidano i consumi, complice il numero crescente di persone che monitorano l’assunzione di zuccheri (anche chi assume farmaci GLP-1). Il 41% degli europei si dichiara addirittura a favore di tasse sullo zucchero per incoraggiare scelte più sane.
L’innovazione determina gli acquisti
In Europa, il 30% dei consumatori afferma che l’innovazione è il motivo per cui decidono di provare un nuovo marchio. Questa sete di novità porta i produttori a sperimentare nuovi sapori, nuovi formati e benefici aggiunti.
Nei sei mercati europei più grandi (EU6), l’innovazione in nuovi prodotti alimentari e bevande ha rappresentato l’incremento del 5,1% del valore totale delle vendite, con quote più elevate nel Regno Unito (+7,0%), nei Paesi Bassi (+6,9%) e in Germania (+5,5%).
La lenta ma costante ascesa degli energy drink
Anche se gli energy drink hanno ancora la più bassa portata complessiva, con solo 1 europeo su 3 che li consuma, sono anche la categoria in più rapida crescita, con un +9% nelle consumazioni su base annua in ristoranti e bar.
Anche le vendite al dettaglio di bevande sportive ed energetiche sono in aumento in tutta Europa, con gli acquirenti che hanno speso il 7,7% in più tra giugno 2024 e 2025. Il numero di unità è aumentato del 4,3% e anche il volume è cresciuto del 3,2%. Il ritmo sta accelerando: solo negli ultimi tre mesi, le vendite a valore sono balzate del +13,3% e quelle a volume del +7,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Si beve sempre più a casa
L’aumento delle ‘insperiences’, ovvero replicare a domicilio le esperienze fuori casa, sta ridefinendo anche le vendite di bevande per i retailer. Degustazioni di vino a casa, kit per cocktail e bevande bar style stanno creando nuovi modi con cui i marchi possono interagire con i consumatori europei.
“Oggi le bevande non servono più solo a dissetare, ma sono una forma di espressione personale, un modo per migliorare l’umore e per sostenere i propri obiettivi di vita”, ha commentato Edurne Uranga, VP Foodservice Europe di Circana. “Dagli ingredienti audaci e funzionali a creazioni colorate e ‘pronte per la fotocamera’, stiamo assistendo a un boom di bevande pensate tanto per essere condivise quanto per essere gustate. In particolar modo tra i consumatori europei più giovani, le bevande sono diventate un riflesso dell’identità: rinfrescanti, mirate e altamente ‘instagrammabili’”.