Reggio Emilia – Si è svolto ieri in regione Emilia Romagna il tavolo di crisi sul gruppo Realco, che conta circa 1.500 addetti. Tra le novità emerse, la chiusura temporanea di 14 punti vendita per contenere le perdite. Davanti al palazzo della Regione, come spiega la Gazzetta di Modena, si sono presentati anche numerosi lavoratori, in una giornata in cui era stato proclamato lo sciopero nazionale. I rappresentanti del gruppo hanno comunicato che nelle prossime ore partirà la richiesta di Cassa integrazione per cessazione per 352 lavoratori.
In una nota, i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs comunicano che “Continueranno a svolgere un ruolo centrale di presidio e vigilanza, per garantire tutela salariale, occupazionale e piena trasparenza sul percorso in corso”. Le sigle sindacali hanno chiesto “tutela piena di occupazione e salario, con urgenza sull’autorizzazione del tribunale al pagamento dello stipendio di gennaio, come previsto dall’articolo 100 del Codice della crisi d’impresa, e accesso agli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori coinvolti; una soluzione industriale unitaria che includa punti vendita, sede centrale e poli logistici, evitando qualsiasi ipotesi di frammentazione o “spezzatino” che metterebbe a rischio continuità occupazionale e rete commerciale”.
È stata richiesta, poi, “massima trasparenza sul concordato preventivo e sulle interlocuzioni con eventuali soggetti interessati”. E’ stata accolta positivamente la disponibilità della Regione a promuovere una convenzione con istituti bancari per l’anticipazione dei trattamenti di integrazione salariale, in attesa del pagamento diretto da parte di Inps della cassa integrazione.
Da quanto si apprende, nelle prossime ore ci sarà un incontro tra la direzione e i commissari nominati dal tribunale. Al momento, sempre secondo i sindacati, “risulta una sola proposta vincolante, limitata a 18 punti vendita e con esclusione di sede centrale e poli logistici”.
L’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, ha dichiarato: “Lavoreremo, dando un contributo alla procedura concorsuale, per favorire l’ingresso di nuovi soggetti operanti nella grande distribuzione organizzata. Siamo di fronte a una situazione complessa, una delle più grosse crisi che abbiamo affrontato in Emilia-Romagna negli ultimi anni. […] Il fatto positivo da rimarcare è la presenza di più gruppi solidi e credibili della Grande distribuzione organizzata pronti a intervenire”.