Dazi Usa: nuove imposizioni a vini e liquori da Francia e Germania. ‘Salva’ l’Italia

2021-01-04T13:06:10+02:004 Gennaio 2021 - 13:06|Categorie: in evidenza, Mercato|Tag: , , , |

Washington (Usa) – Nuovo capitolo della guerra commerciale tra Usa e Ue in merito alla disputa Boeing-Airbus. Il 31 dicembre l’amministrazione americana ha infatti annunciato un incremento delle tariffe d’importazione che colpiscono in modo particolare Francia e Germania e salvano, ancora una volta, i prodotti italiani. In dettaglio, le nuove misure interessano le componenti aeronautiche prodotte in Francia e Germania e “alcuni vini non frizzanti, cognac e brandies d’uva” degli stessi due paesi, come riporta Il Sole 24 Ore. A far scattare questa nuova ritorsione, le tariffe aggiuntive imposte dall’Ue lo scorso 10 novembre (leggi qui) su alcuni prodotti alimentari e non alimentari Usa, per un ammontare di 4 miliardi di dollari. L’Ufficio commerciale della Casa Bianca (Ustr) fa sapere che la ‘correzione’ non andrà a modificare l’ammontare complessivo delle importazioni europee colpite dai dazi, pari a 7,5 miliardi di dollari, specificando anche che “per non provocare una escalation, aggiustiamo la copertura meno di quanto sarebbe legittimo”. L’amministrazione Usa sostiene infatti che l’Ue abbia scelto un “metodo ingiusto” per calcolare i dazi sull’import Usa, utilizzando i dati commerciali più recenti e quindi ‘distorti’ dalle conseguenze economiche della pandemia. In questo modo, secondo Washington, i dazi aggiuntivi Ue avrebbero penalizzato un numero maggiore di prodotti in arrivo dagli Stati Uniti. In seguito al rifiuto, da parte della Commissione Ue, di rivedere il metodo di calcolo, gli Usa hanno scelto di rivedere i dazi doganali in vigore utilizzando gli stessi riferimenti temporali. “Gli Usa non hanno indicato per il momento la data di entrata in vigore del provvedimento relativo ai nuovi dazi”, sottolinea il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. “Vogliamo interpretare questa scelta come un segnale di flessibilità che va colto, per chiudere un contenzioso da cui il settore agroalimentare è assolutamente estraneo. Vanno eliminate le tariffe doganali che incidono sulle nostre esportazioni di formaggi, tra cui Parmigiano Reggiano e Grana Padano, salumi, agrumi e liquori per un controvalore di circa 500 milioni di euro”.

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