I ‘big’ del retail Usa incontrano Biden per parlare della campagna natalizia

2021-12-02T14:44:02+01:002 Dicembre 2021 - 13:07|Categorie: in evidenza, Retail|Tag: , , , , , |

Washington (Usa) – Si è tenuta il 29 novembre una tavola rotonda cui hanno partecipato il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e 10 delle maggiori insegne retail del Paese. L’obiettivo era parlare dell’imminente campagna natalizia e di come (e se) i problemi di approvvigionamento rischiano di compromettere le vendite nella stagione commerciale più importante dell’anno. “La spesa dei consumatori è tornata a livelli pre-pandemici”, ha affermato Biden. “Secondo le prime stime, le vendite del Black Friday sono aumentate di quasi un terzo rispetto allo scorso anno e quelle in negozio del 40%”. Per il Ceo di Walmart, Doug McMillon, “anche se siamo tutti preoccupati per le catene di approvvigionamento abbiamo più scorte di quante ne avessimo un anno fa. […] Nei porti della California del Sud, in particolare, abbiamo visto un incremento dei flussi del 51%, e questo ha aiutato molto in settori, come quello dei giocattoli, importantissimo per il Natale. Continueremo quindi a lavorare per assicurarci un buon livello di stock durante tutta la stagione. Che ci aspettiamo essere intensa”. Anche il ceo di Kroger, Rodney McMullen, ha detto che l’insegna è impegnata ad assicurare la sicurezza degli stock per il 70% delle categorie merceologiche più ‘strategiche’. Mentre secondo il presidente di Food Lion, Meg Ham, “anche se ci sono stati problemi nelle grandi catene di approvvigionamento, quella alimentare rimane solida. E sui nostri scaffali c’è ampia disponibilità di prodotto”. L’incontro, riporta il New York Times, è stato voluto dal Presidente Usa per dimostrare che “sta facendo tutto il possibile per contrastare l’inflazione” e garantire una stagione natalizia serena, nonostante la minaccia del Covid. “I costi di spedizione hanno iniziato a calare rispetto ai livelli record, mentre i porti della costa Ovest lavorano per ridurre la congestione”, sottolinea il quotidiano. “Secondo molti esperti, però, la crisi delle catene di approvvigionamento è tutt’altro che finita. La domanda straordinariamente alta, negli Stati Uniti, di prodotti fabbricati in Asia, unita alla mancanza di autisti e magazzinieri fa sì che questi problemi siano destinati a permanere ancora a lungo”.

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