India / Il conflitto in Medio Oriente agita anche il mercato del riso

2026-03-03T08:58:42+01:003 Marzo 2026 - 08:58|Categorie: Grocery, Mercato|Tag: , |

Kolkata (India) – Il settore agricolo indiano trema di fronte all’escalation militare in Medio Oriente. Dopo gli attacchi sferrati da Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio 2026, l’Indian Rice Exporters Federation (Iref) ha infatti rotto gli indugi, diramando un’allerta urgente ai propri associati. Il messaggio è chiaro: evitare nuovi contratti basati sulla cosiddetta clausola CIF (Cost, Insurance, and Freight, ossia costo, assicurazione e trasporto) per le spedizioni dirette verso l’Iran e i paesi del Golfo. Nei contratti CIF, l’esportatore indiano si assume l’onere di costi, assicurazione e nolo marittimo fino al porto di destinazione. Con lo spettro di una chiusura dello Stretto di Hormuz e l’impennata dei costi del carburante, i margini di profitto rischiano di essere polverizzati da rincari improvvisi dei premi assicurativi di guerra. L’Iref consiglia dunque il passaggio ai cosiddetti termini FOB (Free on Board), dove la responsabilità e i rischi del trasporto passano all’acquirente internazionale non appena la merce viene caricata nei porti indiani. “In queste circostanze, il nolo dei container può schizzare alle stelle senza preavviso, esponendo gli esportatori a perdite pesanti su contratti a prezzo fisso”, avverte la federazione. L’impatto di questa crisi non è locale, ma sistemico. Il Medio Oriente rappresenta il polmone dell’export di riso indiano, assorbendo oltre il 70% del volume totale. Tra aprile e dicembre 2025, le spedizioni verso la regione hanno toccato i 3,90 milioni di tonnellate. Cinque nazioni chiave — Arabia Saudita, Iran, Iraq, Emirati Arabi Uniti e Yemen — rappresentano da sole il 50% delle esportazioni globali di Basmati.

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