Roma – A gennaio 2026, secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, i prezzi al consumo crescono +0,4% su base mensile e del +1,0% su base annua (in calo rispetto al +1,2% di dicembre).
Sulla crescita dei prezzi al consumo pesa principalmente l’andamento dei prezzi degli alimentari non lavorati (+2,5%) e lavorati (+2,2%), dei servizi relativi all’abitazione (+4,4%), dei tabacchi (+3,3%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0%).
Il tasso di crescita su base annua dei prezzi del carrello della spesa è pari a +2,1%, mentre l’inflazione di fondo si attesta al +1,8%.
Ieri l’Istat ha comunicato anche la revisione del paniere, metodo rilevazione nato nel 1928. Entrano le uniformi scolastiche, le apparecchiature di sicurezza, il carbone di legna, i tappetini per il bagno, i servizi di trasporto di emergenza, gli articoli per campeggio e per attività ricreative all’aperto. A questi si aggiunge il nuovo aggregato a rilevazione centralizzata: software, esclusi i giochi, al cui interno vengono rilevati software e antivirus. Nel complesso, sono circa 27 milioni le quotazioni di prezzo – di fonte scanner data e provenienti mensilmente dalla Grande distribuzione – utilizzate nel 2026 per la stima dell’inflazione.