L’industria parmense cresce, ma urgono i pagamenti della Pa

2023-06-14T12:33:41+01:005 Giugno 2012 - 11:12|Categorie: Mercato|Tag: , , , , , |

Parma – Si è svolta ieri presso il Teatro Regio di Parma la 67a assemblea annuale dell’Upi (Unione parmense degli industriali). Un’occasione per fare il punto sull’andamento dell’economia parmense, complessivamente in crescita: +5,8 la produzione, +8,7% l’export e +4,8% gli investimenti. L’alimentare si conferma il “principale settore industriale della provincia e baluardo dell’economia”, ha dichiarato Giovanni Borri (foto), presidente dell’Upi. Il comparto ha, infatti, chiuso il 2011 con un incremento complessivo del 3% e una crescita del 6% dell’export. Le prospettive sono positive per il primo semestre, anche se il portafoglio ordini nel suo complesso è in calo. Il parmigiano reggiano, ad esempio, oltre alla difficile situazione provocata dal terremoto, inizia a risentire delle concorrenza di altri formaggi a pasta dura. Positivo il bilancio per le tecnologie alimentari, che registrano un incremento dell’8% della produzione e del 17% delle esportazioni, anche se le previsioni per il 2012 non sono rosee. Il cento studi Upi avverte però che si sta accentuando la forbice tra le piccole e le grandi aziende. La nota dolente per le aziende continua a essere il mancato pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Giovanni Borri ha, esplicitamente, chiesto alla nuova giunta e al neo sindaco, Federico Pizzarotti, presente all’assemblea, uno sforzo in tal senso: “Urge trovare le risorse per pagare le decine di milioni di crediti che le imprese hanno accumulato per lavori pubblici o attività di servizio, che, se non vengono saldati, mettono a rischio la stessa sopravivenza delle nostre aziende e il futuro di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie”.

Torna in cima