Sermide (Mn) – Rudy Milani, presidente nazionale della Federazione di prodotto Suini di Confagricoltura, commenta le recenti quotazioni della Cun in ripresa: “Piccole gocce, comunque positive, dopo sei mesi di calo drammatico, che hanno portato gli allevatori a produrre sottocosto almeno dalla metà di dicembre”, afferma intervistato da Teseo by Clal.
“L’innesco per la detonazione delle quotazioni è stato il calo delle esportazioni spagnole verso paesi extra-Ue per circa 530mila tonnellate, pari a circa 3 milioni di maiali italiani”, spiega Milani. “Volumi che si sono riversati sul mercato europeo, deprimendo i listini”.
Quanto alle prospettive per l’Italia, Milani dichiara: “Noi viviamo una situazione duale, con una produzione di prosciutti e salumi Dop inferiore alla domanda, ma con il limite che nel maiale solo la coscia viene valorizzata per le Dop, mentre la carne subisce la concorrenza estera. Questo rende più conveniente per una parte della filiera utilizzare carne non italiana per il fresco o per la salumeria non Dop”.
Rudy Milani propone “quote di produzione in capo agli allevatori (concertate con l’industria sia di macellazione che di trasformazione), ragionare su costi produttivi più markup adeguati (per tutti gli anelli della filiera), un sano ‘campanilismo produttivo’ su modello dei francesi, dove il prodotto che viene dichiarato italiano sia composto solo da materia prima italiana, un marketing efficace e una autoregolamentazione seria e intransigente”.
“A volte”, conclude, “basta copiare ciò che già funziona in giro per il mondo, come nel caso dello Champagne in Francia. Poi bisogna tornare con i piedi per terra e capire che per quantità di soggetti coinvolti, entità degli interessi in ballo e altri balzelli che non mancano mai, tutto quanto elencato sopra resta un sogno di difficile realizzazione”.