Roma – Nel 2025 l’industria italiana dei contenitori in vetro conferma segnali di crescita. Con un incremento della produzione del 4% rispetto all’anno precedente, superando i 4,5 milioni di tonnellate. A trainare il comparto sono soprattutto le bottiglie per vino, birra, oli e succhi, che registrano un aumento del 5,8%, arrivando a 3,9 milioni di tonnellate. Dinamica positiva anche sul fronte estero: le esportazioni crescono dell’8%, mentre le importazioni calano del 3,6%. Particolarmente rilevante il segmento bottiglie, con un export in forte espansione (+23,8%).
Più contenuto invece l’andamento dei vasi alimentari, che dopo il picco del 2024 segnano una flessione produttiva del 6,5%, accompagnata da un aumento dell’import e una lieve contrazione dell’export.
Sul fronte della sostenibilità, il settore consolida performance superiori agli obiettivi europei: il tasso di raccolta del vetro raggiunge l’89%, mentre il riciclo si attesta all’80,5%.
Nella Gdo, il vetro si conferma packaging di riferimento per il food&beverage, con vendite in crescita del 2,4%. In testa agli acquisti si collocano vino fermo e birra, seguiti da conserve e sughi.
“Il mondo del packaging alimentare”, sottolinea Biagio Costantini, presidente della sezione contenitori di Assovetro, “da sempre è alla ricerca di soluzioni che non solo conservino l’integrità e la sicurezza degli alimenti, ma che siano anche ambientalmente sostenibili. Il vetro rispetta da sempre queste caratteristiche e i consumatori ne sono consapevoli, tanto che l’87% degli europei consiglia il vetro quale packaging più sicuro e il 96% degli italiani raccomanda bottiglie e vasetti per conservare cibo e bevande”.