Pini Holding, fatturato a 1,8 miliardi nel 2025 (+6%). Nel 2028 nuovo stabilimento per raddoppiare i ricavi di Ferrarini

2026-03-09T12:13:01+01:009 Marzo 2026 - 12:13|Categorie: Carni, in evidenza, Salumi|Tag: , , |

Milano – Pini Holding registra un fatturato di 1,8 miliardi di euro nel 2025 (1,7 nel 2024, +6% a parità di perimetro). Come si legge sull’Economia del Corriere, sarebbero 2,2 miliardi considerando anche le altre società della famiglia, con un Ebitda di 57 milioni (53 nel 2024, +7,5%) e una posizione finanziaria netta di 227 milioni. Il gruppo oggi conta 3.500 dipendenti, otto centri produttivi (sette in Italia e uno in Spagna) ed esporta in 70 Paesi.

“Tutto è iniziato con mio padre nel 1982 nel garage di casa e zero fatturato”, spiega il presidente Roberto Pini. “Nel 2005 il gruppo era arrivato a 200 milioni, oggi ha superato i 2 miliardi, divisi a metà tra Italia ed estero. Una crescita costruita interamente nel settore della macellazione e trasformazione delle carni”.

Nel 2019, attraverso la controllata Litera Meat, il gruppo ha costruito a Binefar (Spagna) uno dei più grandi macelli d’Europa: “Abbiamo investito quasi 200 milioni di euro, di cui il 75% in equity. Lo stabilimento vale circa 900 milioni di fatturato e solo il 15% resta sul mercato spagnolo: l’85% è export, con Cina, Giappone, Filippine, Indonesia e Sud America tra i mercati principali”.

Ferrarini è uno dei tasselli della nuova strategia. “Nel 2020 abbiamo presentato un’offerta in accordo con Amco, società del Mef, fino al 2023 quando siamo entrati direttamente nella gestione. Dopo un percorso complesso, a novembre 2025 è arrivata l’omologa definitiva del concordato“.

Sono stati pagati oltre 20 milioni ai creditori privilegiati e sono stati disposti un aumento di capitale da 10 milioni e il pagamento anticipato degli stipendi arretrati. “Oggi Ferrarini fattura 190 milioni e l’abbiamo integrata completamente nel gruppo”. I ricavi sono in crescita del 4% sul 2024, dopo il +22% registrato l’anno precedente, per un +52% complessivo rispetto al 2019. Un risultato trainato soprattutto dall’export, sostenuto da cinque società tra Hong Kong, Stati Uniti, Svizzera, Spagna e Polonia, si legge sempre nell’articolo.

Tra i progetti, anche il nuovo stabilimento per il prosciutto cotto a Masone (Reggio Emilia), a 15 chilometri dalla sede storica di Ferrarini, che verrà ultimato entro il 2028 grazie a un investimento di circa 100 milioni di euro. L’obiettivo è raddoppiare i ricavi di Ferrarini nell’arco di dieci anni, fino a circa 400 milioni.

Quanto a Vismara, l’acquisizione è stata “un’operazione complicata, chiusa attraverso un’asta competitiva per oltre 9 milioni, salvando 162 posti di lavoro”. Il rilancio si inserisce in una visione più ampia dell’integrazione della filiera. “L’obiettivo è sviluppare la filiera completa con partnership e sinergie strategiche con gli allevatori e un consolidamento nella governance interna”, conclude Pini.

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