Allevamenti (1) – Cingolani, ministro Transizione ecologica, attacca il settore delle carni

2021-03-04T14:19:07+02:004 Marzo 2021 - 10:12|Categorie: Carni, in evidenza|Tag: , |

Roma – Limitare il consumo di carne. È tra gli obiettivi del ministro alla Transizione ecologica, Roberto Cingolani (nella foto). Che, nei capisaldi del suo mandato, darà spazio alle innovazioni ma con una particolare attenzione alle ricadute ambientali. In occasione della ‘Conferenza preparatoria della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile’ che si è svolta in streaming il 3 e il 4 marzo, il neo ministro spiega infatti il modello da seguire. E mette subito le cose in chiaro, riportando il caso del rapporto tra cibo e biodiversità: “L’agricoltura intensiva pone problemi: ci ha consentito di vivere più a lungo ma ha comportato una notevole alterazione dell’ecosistema”. Nella relazione tra sviluppo e conseguenze sulla salute, poi, Cingolani accusa l’inquinamento prodotto dall’industria, soprattutto sul tema dell’emergenza batteri, diventati antibiotico-resistenti: “Alcune industrie hanno riversato nell’ambiente una tale quantità di antibiotici che ci ritroviamo con batteri super corazzati che, oltre a rappresentare una fonte di inquinamento, diventano anche un problema per la salute pubblica”. E poi, l’affondo finale, a danno degli allevamenti e del settore della carne: “Sappiamo che chi mangia troppa carne subisce degli impatti sulla salute, allora si dovrebbe diminuire la quantità di proteine animali sostituendole con quelle vegetali. D’altro canto, la proteina animale richiede sei volte l’acqua della proteina vegetale, a parità di quantità, e gli allevamenti intensivi producono il 20% della Co2 emessa a livello globale. Modificando la nostra dieta, avremo un co-beneficio: il miglioramento della salute pubblica, la diminuzione dell’uso di acqua e la produzione di meno Co2”.

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