Stabile l’export di salumi nei primi nove mesi del 2019

2020-02-24T14:42:53+01:0024 Febbraio 2020 - 15:00|Categorie: Carni, Salumi|Tag: |

Milano – Si ferma la crescita dell’export dei salumi italiani nel 2019. Nel corso dei primi nove mesi dell’anno, infatti, gli invii di prodotti della nostra salumeria hanno raggiunto quota 133.991 ton (+0,3%) per un fatturato di 1.134 milioni di euro (‐0,1%), secondo dati Istat rielaborati da Assica. Sulla performance complessiva del settore hanno pesato l’importante aumento dei prezzi della materia prima e il deterioramento dello scenario commerciale internazionale. Nel corso dei nove mesi hanno mostrato un arretramento anche le importazioni: ‐4,5% in quantità per 36.368 ton, ma +2,9% in valore per 152,5 milioni di euro.Le esportazioni del comparto, in termini di fatturato, hanno mostrato un passo più lento rispetto all’insieme dell’industria alimentare (+5,9%) e a quello del Paese (+1,9%). Crescono i mercati extra Ue, in particolare gli Stati Uniti. Ottimo risultato dei salami, bene mortadella, in ripresa le pancette. “Dai numeri dei primi nove mesi”, spiega Nicola Levoni (in foto), presidente di Assica, “arrivano segnali poco confortanti per il nostro settore in quanto registriamo dei segni meno che, vista la situazione globale, non andranno certo a migliorare. Il nostro allarme sulla crisi della materia prima, lanciato alle Istituzioni lo scorso 26 novembre, è stato sicuramente ascoltato, ma le nostre aziende sono ancora in sofferenza e soprattutto non vedono grandi prospettive sul fronte dell’export, che da anni rappresenta per loro la principale fonte di ossigeno, visto il mercato interno stagnante. Dal corona virus che sta bloccando l’economia cinese con ripercussioni a livello mondiale, dal Sud Est Asiatico fino al Sud America, il futuro è sicuramente di forte incertezza”. 

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