Bruxelles (Belgio) – Gli Stati membri della Ue potranno vietare sul proprio territorio la coltivazione di organismi geneticamente modificati (Ogm). Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell’Unione europea, confermando la legittimità della procedura che consente alla Commissione europea di limitare la zona autorizzata per la coltivazione di un Ogm su richiesta di uno Stato membro. La sentenza riguarda il caso di un agricoltore italiano che aveva piantato mais geneticamente modificato (Mon 810), coltivazione vietata nel nostro Paese. Le autorità italiane hanno ordinato la distruzione delle piante e hanno inflitto all’agricoltore sanzioni per un importo di 50mila euro, in base alla procedura prevista dal diritto dell’Unione dal 2015. L’agricoltore ha presentato ricorso ai giudici nazionali che, a loro volta, si sono rivolti alla Corte di giustizia dell’Ue. Nella sentenza viene sancito un ampio margine di discrezionalità per legiferare in settori quali la coltivazione di Ogm e viene sottolineato che non vi sono i presupposti per affermare che vi siano discriminazioni tra gli agricoltori dei diversi Stati membri. Il divieto di coltivare un Ogm non costituisce neppure una violazione della libera circolazione delle merci. La Corte ha rilevato inoltre che l’obbligo di motivare la limitazione o il divieto di coltivazione di un Ogm si applica solo se il titolare dell’autorizzazione si opponga. E per ciò che concerne il caso dell’agricoltore italiano, il consenso tacito del titolare esclude qualsiasi ingerenza nella libertà d’impresa.
Ue, gli Stati membri potranno vietare la coltivazione di Ogm
federico2026-02-09T11:45:00+01:009 Febbraio 2026 - 11:30|Categorie: Mercato, Ortofrutta|Tag: ogm, Ue|
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