Bruxelles (Belgio) – Il Parlamento europeo ha votato ieri la nuova legislazione a tutela e sostegno del settore vitivinicolo dell’Unione. Il provvedimento è passato con una maggioranza di 625 voti favorevoli, 15 contrari e 11 astensioni. Le misure sono state concepite per aiutare i produttori a fronteggiare le crescenti sfide climatiche ed economiche e aprire nuovi mercati.
“Questa legge rappresenta una risposta tempestiva ed efficace alla crisi che il settore vitivinicolo sta attraversando”, ha dichiarato la relatrice Esther Herranz García (PPE, Spagna). “L’Europa sta rispondendo con strumenti concreti, come l’utilizzo di finanziamenti europei per misure di crisi, migliori condizioni per le attività di promozione e un maggiore cofinanziamento per aiutare gli agricoltori ad adattarsi più rapidamente ai cambiamenti climatici”.
La novità forse più rilevante riguarda l’etichettatura dei vini dealcolati, un segmento di mercato in forte crescita. Le nuove norme stabiliscono una serie di regole che va a garantire la trasparenza al consumatore. Il termine ‘analcolico’, accompagnato dalla dicitura ‘0,0%’, potrà essere utilizzato solo per i prodotti con una gradazione alcolica non superiore allo 0,05% vol. Per i vini con una gradazione superiore allo 0,5% vol, che hanno subito una riduzione di almeno il 30% rispetto alla gradazione originale, sarà obbligatoria l’etichetta ‘a ridotto contenuto alcolico’.
Il testo normativo prevede un sostegno finanziario per aiutare i produttori a far fronte a calamità naturali, eventi meteorologici estremi o fitopatie. Viene inoltre introdotta la possibilità di utilizzare i fondi UE per la cosiddetta ‘estirpazione’, ossia la rimozione delle viti, resa talvolta necessaria per stabilizzare la produzione in casi di eccesso di offerta. Viene inoltre fissato nel 25% del budget nazionale per il settore il massimale del sostegno alla distillazione di crisi e alla vendemmia verde.
Sono introdotte infine misure per la promozione dei vini di qualità: i produttori nei Paesi terzi potranno beneficiare di un cofinanziamento Ue fino al 60% delle spese sostenute. Gli Stati membri potranno aggiungere una copertura ulteriore fino al 30% per le piccole e medie imprese e al 20% per le aziende più grandi. Anche le attività legate all’enoturismo riceveranno un sostegno finanziario aggiuntivo, con la possibilità di finanziare progetti per una durata di tre anni, rinnovabili sino a un totale di nove.