Londra (Uk) – Le prime ombre si addensano sul settore emergente delle bevande NoLo, dall’inglese ‘No and Low alcohol’, ovvero quei prodotti – birre, vini dealcolati, ready-to-drink – che hanno un contenuto alcolico inferiore allo 0,5% vol. Secondo il Licencing Act del 2023, attualmente in vigore nel Regno Unito, tali bevande non sono legalmente considerate alcoliche e possono quindi essere vendute anche ai minori di 18 anni.
Come riportano diversi organi di stampa del Paese, incluso il Manchester Evening News, in risposta a un’interrogazione parlamentare il ministro inglese per la Salute pubblica, Ashley Dalton, ha affermato che il governo sta attivamente valutando se i cosiddetti ‘NoLo’ debbano essere trattati dalla legge in modo più simile alle bevande alcoliche, piuttosto che alle bibite analcoliche. È attualmente in corso uno studio del National Institute for Health and Care Research per esaminare gli effetti di questi prodotti sulla salute pubblica.
“Un prodotto analcolico”, ha affermato Dalton, “si differenzia da una bibita perché è una bevanda intenzionalmente creata per imitare le tradizionali bevande alcoliche come birra, vino o superalcolici. Si tratta di un ambito relativamente nuovo, ma vi sono alcune evidenze che suggeriscono come l’esposizione a prodotti simili all’alcol, anche se a basso o nullo contenuto alcolico, possa normalizzare il consumo e rappresentare una porta d’ingresso verso l’assunzione di alcol”.
Il governo starebbe giù valutando diverse opzioni, incluso un divieto totale di vendita ai minori di 18 anni.