Austin (Usa) – Una coalizione di associazioni dell’industria alimentare e delle bevande ha intentato una causa contro lo Stato del Texas per bloccare una legge che impone etichette di warning su coloranti artificiali e altri ingredienti. Secondo i ricorrenti, che rappresentano grandi aziende come Kraft Heinz e Coca-Cola, la norma obbligherebbe le imprese a fornire informazioni “false e fuorvianti” e a diffondere il punto di vista del governo, violando così il primo emendamento sulla libertà di espressione.
La legge, approvata nell’estate scorsa, prevede che dal gennaio 2027 i produttori aggiungano avvertenze per 44 ingredienti, indicando che alcune sostanze non sono “raccomandate per il consumo umano” in altri Paesi. Le aziende contestano che molti di questi ingredienti, inclusi coloranti artificiali, siano considerati sicuri negli Stati Uniti e ampiamente studiati, e temono che le etichette creino confusione e aumentino inutilmente i costi per produttori e consumatori. Inoltre, in diversi casi le avvertenze riguarderebbero ingredienti di origine naturale non vietati all’estero.
La causa rappresenta una delle più forti reazioni dell’industria contro il movimento Make America Healthy Again e contro la proliferazione di leggi statali sugli ingredienti. I ricorrenti sostengono anche che la norma del Texas sia vaga e in conflitto con la legislazione federale su etichettatura e regolamentazione alimentare.
Con sempre più Stati che introducono restrizioni su coloranti artificiali e cibi ultra-processati, le aziende chiedono uno standard nazionale della FDA. Tuttavia, vista la riluttanza del Congresso a intervenire, il settore potrebbe fare sempre più affidamento sui tribunali per contrastare queste leggi.