Milano – “La lotta alla genetica in agricoltura è antistorica”. Lo ribadisce al Corriere della sera Umberto Veronesi (nella foto), 87 anni, direttore dell’Istituto europeo di oncologia ed ex ministro della salute. Il professore esorta a lottare contro la “componente antiscientifica presente da sempre nel nostro Paese”. Soprattutto in vista di Expo 2015, evento in cui gli Ogm rischiano di avere troppo poco spazio, “condannati dai produttori di cibo bio”. “I primi nemici degli Ogm sono i grandi produttori di pesticidi”, sostiene Veronesi. “Perché se non puoi fortificare una pianta modificando un gene, sei obbligato a usare pesticidi. Gli organismi geneticamente modificati costituiscono inoltre un’opportunità importante nella lotta contro la fame nel mondo e uno strumento per eliminare le sostanze cancerogene presenti ‘naturalmente’ in molti cibi”. Le dichiarazioni di Veronesi si inseriscono nel dibattito sui contenuti di Expo e sull’opportunità di aprire alle biotecnologie per non escludere i big mondiali dell’alimentare. La pensa diversamente Oscar Farinetti, creatore di Eataly, che, sempre al Corriere, auspica che Expo possa essere invece l’occasione per affermare una volta per tutte la contrarietà dell’Italia ai prodotti modificati geneticamente. “Eataly è contro gli Ogm, per motivi etici innanzi tutto”. A questi si aggiungono anche ragioni di marketing: “Non è vero che negli Stati Uniti si consumano solo Ogm, anche lì c’è una corrente di pensiero fortissima pro slowfood. E se tutte le nazioni tranne l’Italia prendessero la via degli Ogm, sarei contentissimo: noi saremmo quelli con più clienti di tutti”.
Veronesi: il futuro è Ogm, Expo non sia troppo bio
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