Verona – Le Marche scelgono la vetrina del 58esimo Vinitaly per rilanciare la sfida della qualità in un mercato globale segnato dalle incertezze geopolitiche. All’inaugurazione del padiglione regionale, il vicepresidente Enrico Rossi e i vertici dei consorzi IMT e Vini Piceni hanno delineato una strategia che punta tutto sull’identità territoriale e sulla sostenibilità. Con 106 aziende presenti su una superficie di oltre mille metri quadrati, la collettiva marchigiana si presenta forte di un primato nazionale: quasi il 40% dei vigneti è certificato biologico, un asset che, insieme a un fatturato che supera i 175 milioni di euro, proietta la regione verso nuovi sbocchi commerciali. Nonostante le ombre dei dazi Usa e dei conflitti in Medio Oriente, i dati dell’imbottigliamento del primo trimestre 2026 segnano un incoraggiante +4% tendenziale. L’obiettivo dichiarato è ora intercettare la crescita dei mercati asiatici e del Sud America, puntando su un modello produttivo fatto di piccole e medie imprese capaci di trasformare il vino nel primo ambasciatore del paesaggio e dell’enoturismo regionale.
Vinitaly / 6 Marche, il 40% dei vigneti è certificato biologico
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