Assocaseari, il punto settimanale sul mercato: prezzi in calo per latte crudo e crema

Cremona – Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli di Assocaseari fanno il punto sulle dinamiche che hanno caratterizzato il mercato lattiero caseario la scorsa settimana, che fa registrare prezzi in calo per il latte crudo e la crema. Rischio speculazione, invece, per i prezzi del burro. Di seguito il commento integrale:

  • E anche questa settimana siamo rimasti spiazzati. Non ci meraviglia il ribasso dei prezzi della crema – da 1,76 euro della settimana scorsa a 1,72 euro di questa settimana – dovuto soprattutto al fatto che molti consumatori tedeschi siano in vacanza. E non ci meraviglia nemmeno il ribasso dei prezzi del latte crudo, offerto a 0,30 euro/Lt contro lo 0,34 euro/Lt, e del latte scremato offerto a 0,19 euro/Lt contro 0,24 euro/Lt. Questa situazione è facilmente spiegabile dal momento che in Italia c’è molta offerta di latte ed è quindi calata la domanda di acquisto. Quello che proprio ci stupisce è il continuo incremento delle quotazioni del burro di Kempten, aumentato di euro 0,10 passando da 3,15-3,30 euro/kg a 3,25-3,40 euro/kg, soprattutto se si pensa che la crema è al ribasso. Questo lascia tutti sempre più convinti che dietro ci sia una forte speculazione, sebbene gli stoccaggi passati alle 3mila tons della settimana scorsa alle 4.442 tons di questa, lascerebbero pensare che gli operatori credano in questi aumenti. Anche l’Olanda, questa settimana, ha fatto registrare un rialzo di +0,06, passando da 3,13 a 3,19 euro/kg. La Francia resta invariata a 3,20 euro/kg.
  • La confusione delle diverse visioni dell’evolversi delle quotazioni del latte in polvere permane, ma anche per questo prodotto, così come per il burro, permane l’incertezza degli acquirenti: pagare i rialzi, forse basati su poco, o aspettare di pagare i prezzi reali quando sarà il momento? Certo è che la raccolta di latte nel Nord Germania è in continua diminuzione, fino al punto che qualche latteria sostiene di essere sold-out sull’ultimo trimestre qualora la produzione restasse a questi livelli. Indicativa anche la diminuzione di offerta all’intervento, passata dalle 8.900 tons della settimana scorsa alle 6.600 di questa settimana, provenienti in gran parte dalla Francia, per ben 2.400 tons.
  • Bollettini italiani del formaggio stabili; in aumento solo le quotazioni del Parmigiano Reggiano a Mantova e a Parma. Bollettini europei in aumento tranne che per il cheddar. Questa settimana sono state stoccate 375 tons di formaggio provenienti da Lituania, Olanda e Francia. Dal 15 febbraio 2016 sono state offerte all’ammasso 48.647 tons totali.