Carne avariata dalla Polonia in 13 paesi Ue. Italia non coinvolta

Varsavia (Polonia) – Vacche malate uccise di nascosto, macellate e immesse illegalmente sul mercato. I contorni dello scandalo carne bovina avariata, scoppiato in Polonia, si stanno definendo in questi giorni: ieri, infatti, sono iniziati i controlli degli investigatori dell’Ue e dureranno almeno una settimana. A portare alla luce lo scandalo, che riguarda 2.700 tonnellate di carne, è stata l’emittente privata polacca Tvn24. Con un lungo servizio, la rete televisiva ha documentato una serie di pratiche illegali, utilizzando anche telecamere nascoste. L’indagine mostra la presenza di un mercato nero per il commercio di vacche malate, che sarebbe in corso da diversi anni grazie alla complicità delle autorità veterinarie. Uno dei macelli sotto accusa, sempre secondo la trasmissione, è anche collegato a un impianto di lavorazione di carni e salumi, dove uno dei giornalisti si è infiltrato fingendo di essere un macellaio in cerca di lavoro. Partite di carne avariata avrebbero raggiunto almeno 13 paesi europei, ma non l’Italia. Il governo polacco ha segnalato il problema al sistema di allarme rapido europeo per alimenti e mangimi (Rasff), assicurando che le carni non rappresentano un rischio per la salute. Il commissario europeo per la sicurezza e la salute alimentare, Vytenis Andriukaitis, ha dichiarato che al momento “la priorità è rilevare e ritirare dal mercato tutti i prodotti” e ha invitato gli Stati membri a intraprendere azioni tempestive.


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