Commissione europea, studio sulle biotech agrarie per fronteggiare il cambiamento climatico

Bruxelles (Belgio) – Uno studio sulle nuove biotecnologie agrarie. Lo scopo: avviare una riflessione sulla normativa europea in tema di Ogm per fronteggiare le sfide poste dal cambiamento climatico. Lo ha annunciato Chantal Bruetschy, capo Unità innovazione e biotecnologie della Dg salute della Commissione europea, accogliendo dunque la richiesta degli Stati Membri. La posizione è emersa nel corso dell’incontro a Bruxelles, al Parlamento europeo, promosso da Cia – Agricoltori italiani. Si punterebbe a ottenere nuove varietà di piante, più produttive, resistenti alle principali malattie (batteri e funghi), in grado anche di ridurre l’impatto dei prodotti chimici e di risparmiare risorse idriche. Si applicherebbero le tecniche di genome editing e di breeding intervenendo internamente al Dna della pianta, senza inserire geni provenienti da altre specie. “L’agricoltura non può fare a meno del miglioramento genetico, che ha da sempre accompagnato la sua storia mediante le tecniche tradizionali di incrocio e innovazione varietale”, commenta Dino Scanavino, presidente di Cia. Ma “non possiamo permetterci che il miglioramento genetico sia gestito solo da multinazionali lontane dalle esigenze reali del mondo agricolo. Dobbiamo promuovere tutti gli strumenti che possano sviluppare nuove relazioni tra pubblico e privato e interazioni più strette tra mondo dell’impresa e mondo della ricerca, sia attraverso maggiori investimenti pubblici. Il tema dell’innovazione, genetica ma non solo, deve essere centrale nell’applicazione della nuova Pac”, conclude Scanavino.


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