Embargo in Russia: il Consorzio del gorgonzola chiede alla Ue di rivedere le proprie posizioni

Novara – Il Consorzio di tutela del gorgonzola Dop, con una lettera indirizzata a diversi rappresentati istituzionali italiani ed europei, fra cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il premier Gentiloni, i ministri Maurizio Martina (Politiche agricole) e Carlo Calenda (Sviluppo economico) e il presidente dell’europarlamento, Antonio Tajani, chiede “un deciso intervento, affinché vengano ridiscusse le posizioni di Bruxelles e venga eliminato l’embargo istituito da Mosca”, si legge nella missiva firmata dal presidente, Renato Invernizzi. A spingere i vertici dell’Ente di tutela della Dop novarese a questa iniziativa sono le recenti notizie arrivate da Mosca, circa la volontà di realizzare un distretto del food nella capitale russa, con un investimento di 75 milioni di euro, accompagnate dall’invito alle aziende casearie italiane perché sviluppino accordi con realtà locali, mettendo a disposizione il proprio know how per realizzare formaggi di qualità, simili a quelli tradizionali del Belpaese, di cui oggi l’embargo vieta l’importazione. Nella lettera, oltre ad evidenziare i danni causati alle industrie lattiero casearie italiane, che prima dell’embargo realizzavano, in Russia, un fatturato di 43 milioni di euro contro i 5mila euro attuali, si evidenzia come la produzione interna russa, intanto, sia aumentata del 60,8%. “Con il chiaro obiettivo di arrivare, a breve, all’autosufficienza per i prodotti lattiero caseari. Questo atteggiamento delle autorità russe porterà ad un notevole aumento della produzione lattiero casearia interna. E, di conseguenza, ad una riduzione delle importazioni in caso di eliminazione dell’embargo, con notevole danno per i nostri formaggi Dop e Igp”. Di qui la richiesta di misure urgenti, con la missiva inviata oggi, 4 dicembre, ai più alti rappresentanti istituzionali.


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