ESTERI
A Mosca il maxi polo per la produzione di formaggi. La Russia chiede aiuto all’Italia

Mosca (Russia) – Continuano a farsi sentire, in Russia, gli effetti della chiusura delle frontiere ai formaggi europei e italiani in particolare, scattata nel 2014 come risposta alle sanzioni occidentali legate alla crisi ucraina. Per questa ragione, le autorità russe hanno deciso di avviare la costruzione di un maxi polo per la produzione di formaggi di qualità, invitando le imprese italiane a investire nel progetto e portare il proprio know how. A darne notizia è Assolatte, che assisterà alla presentazione dell’iniziativa, l’8 e il 9 novembre a Mosca durante l’International Agricultural Dairy Forum. Il nuovo mega polo sarà attivo entro la fine del 2018 nel distretto Dmitrovsky, conterà su sette stabilimenti caseari e una superficie di 17 ettari e produrrà fino a 12mila tonnellate di formaggio ogni anno. La regione di Mosca investirà 5 miliardi di rubli, pari a 75 milioni di euro, destinati alla costruzione di impianti industriali per la trasformazione del latte prodotto in Russia. Numeri molto ambiziosi, che porteranno la regione di Mosca a diventare non solo il secondo distretto caseario del Paese, ma anche il più specializzato nella produzione di formaggi simili a quelli tradizionali italiani. “Quello nel Dmitrovsky District è uno dei progetti più ambiziosi varati dalle autorità russe per sviluppare l’industria lattiero casearia e sopperire, così, ai pesanti effetti causati dall’embargo sull’importazione di formaggi dalla Ue”, spiega Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte. “L’embargo, imposto nel 2014, ha colpito tutte le imprese europee, che, nel giro di 24 ore, hanno perso 250mila tonnellate di export. A tanto ammontavano le vendite in Russia, con l’Italia che mostrava tassi di crescita a due cifre”.