Grana padano e Coronavirus: le mosse del Consorzio

Mantova – E’ in un’intervista a Clal che Stefano Berni (in foto), direttore generale del Consorzio di tutela del grana padano, che spiega le mosse della Dop per far fronte al nuovo scenario di mercato nato con il Coronavirus. Innanzitutto occorre abbassare le produzioni e ridurre le scorte. Come? “Bisogna operare su due fronti: mettendo a disposizione meno latte, in modo da produrre meno Grana Padano, e aumentare la selezione qualitativa retinando più formaggio. In questo modo ridurremmo le scorte di Grana Padano e, allo stesso tempo, raggiungeremmo una fascia di consumatori con una capacità di acquisto inferiore. Il tema della capacità di spesa alimentare sarà un altro aspetto da non sottovalutare, perché la crisi innescata dal Coronavirus sta colpendo molte persone”, spiega il dg del Consorzio. A proposito di crisi, Berni e Clal affrontano anche il tema degli aiuti agli indigenti. “Proprio pochi giorni fa insieme al Consorzio del Parmigiano Reggiano abbiamo affrontato la questione con la struttura ministeriale. Vorremmo ripercorrere insieme quanto abbiamo realizzato nel 2009. Siamo naturalmente disposti a contribuire con risorse consortili”. L’idea è che, “per ogni 100 euro di formaggio stanziato dal Mipaaf, come consorzi metteremmo a disposizione 20-25 euro di formaggio aggiuntivo”. Quanto al modo per ridurre la produzione di latte alle stalle, problema che ha coinvolto l’intero settore caseario, Berni non dà risposte, in quanto “tema squisitamente allevatoriale”. Ma “si sono accorti da più parti che per evitare il crollo dei prezzi del latte bisogna contenere i volumi produttivi, almeno finché non siamo definitivamente usciti dall’emergenza Covid-19”.


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