Grassobbio (Bg) – 3mila litri di latte gettati, letteralmente, per terra. È successo in un’azienda agricola di Grassobbio, nella bergamasca, che, lo scorso 2 gennaio, ha realizzato un video, pubblicato sulla pagina Instagram di Copagri Lombardia, in cui, riversando a terra la produzione giornaliera, denunciava il mancato rispetto dell’accordo sui prezzi del latte raggiunto a dicembre.
“È il primo gennaio 2026 e stiamo letteralmente per gettare 3mila litri di latte, la nostra produzione giornaliera, a causa del mancato rispetto dell’accordo stipulato a dicembre 2025 tra industriali e il ministero dell’Agricoltura, ovvero il mancato ritiro delle disdette”, spiega l’allevatrice nel video. “Abbiamo provveduto a contattare 30 tra commercianti e caseifici, ma abbiamo ricevuto chiusura completa da parte di tutti. E, come noi, ci sono tante altre realtà. Siamo senza alcun futuro”.
“Latte buttato nelle stalle perché i caseifici disdicono i contratti. Una situazione inaccettabile che sta colpendo duramente gli allevatori lombardi e italiani, lasciati soli di fronte a scelte unilaterali e a un mercato che non garantisce più certezze né prezzi equi”, ha scritto Copagri Lombardia nel post con cui ha ripubblicato il video. “Dietro ogni litro di latte ci sono lavoro, investimenti e dignità. Copagri Lombardia chiede risposte immediate e un confronto serio per tutelare il latte italiano e chi lo produce ogni giorno. Non è spreco. È una crisi che va affrontata ora”.
Nella prima metà del 2025, le quotazioni del latte spot erano fissate a valori molto elevati, motivo per cui molte aziende agricole avevano pure effettuato importanti investimenti. A partire dall’estate, però, il prezzo è calato considerevolmente. Questa situazione “ha fatto sì che a ottobre i grandi produttori, sostanzialmente il Gruppo Lactalis, abbiano disdettato il latte a partire dal primo di gennaio”, come ha spiegato Renato Giavazzi, presidente di Confagricoltura Bergamo, al Corriere della Sera. E ha aggiunto che la situazione “a dicembre è diventata insostenibile. Alcune disdette sono state ritirate, altre no con le associazioni che sono state messe in una difficoltà pazzesca”.