Roma – L’export italiano archivia il 2025 con un +3,3%, passando da 623,5 a 643 miliardi di euro secondo Eurostat, e punta ora al traguardo dei 700 miliardi entro il 2027 indicato dal ministro Tajani. Un obiettivo che, stando a quanto spiega Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia Ice, in un’intervista al Sole 24 Ore “resta alla portata, nonostante dazi Usa, tensioni geopolitiche e nuova concorrenza asiatica. Se stringiamo i ranghi e aiutiamo le nostre imprese come il governo sta indicando di fare, in un’ottica di Sistema Paese, ci saranno le condizioni per continuare a crescere”.
Gli Stati Uniti valgono circa 65 miliardi di export italiano: “È un Paese da cui le nostre aziende non possono disinvestire e noi dobbiamo assisterle per evitare che perdano quote di mercato”, continua Zoppas, pur riconoscendo l’impatto di dazi e cambio euro-dollaro. Più strutturale, invece, la sfida cinese: “La Cina ha iniziato a produrre internamente beni di grande qualità e tecnologie estremamente avanzate, diventando un competitor temibile”.
Sul fronte delle opportunità, riflettori accesi su Mercosur e India. “Sono aperture importanti: solo per il Mercosur sono stati stimati 14 miliardi di euro aggiuntivi di export in dieci anni, ma sono convinto che il potenziale sia molto più alto”, continua il presidente dell’Ice.
Nel 2025 l’Agenzia ha realizzato 245 iniziative all’estero coinvolgendo 6.560 imprese; nel 2026 punta a 300-350 eventi e 8mila aziende. “I nostri imprenditori sono abituati a competere nei mercati più complessi”, conclude Zoppas. “Noi dobbiamo metterli nelle condizioni di farlo al meglio, accompagnandoli nei nuovi accordi e nei mercati strategici”.