Parigi (Francia) – Danone ha ridotto del 29,8% rispetto al 2020 le emissioni di metano derivanti dalla produzione di latte fresco. Ciò significa che ha raggiunto, con cinque anni di anticipo, l’obiettivo che si era posta nel 2023 di ridurre le emissioni del 30% entro il 2030.
Come ha ottenuto tale risultato? Lo scrive DairyReporter: tra il 2020 e il 2024, l’azienda ha ridotto le emissioni di metano del 25%. Il calo si è verificato soprattutto nella regione Amea, come risultato dei piani d’azione dell’azienda sul latte e grazie alla cessione di Horizon Organic, il più grande marchio lattiero biologico certificato Usda. Condizioni climatiche favorevoli hanno inoltre contribuito ad aumentare la produttività e a ridurre le emissioni per chilogrammo di latte.
Nel 2025, invece, hanno contribuito a tagliare le emissioni diversi fattori. Innanzitutto, un cambiamento nelle fonti di approvvigionamento: aziende agricole che hanno adottato sistemi di agricoltura rigenerativa o che a loro volta si stanno impegnando a ridurre le emissioni. Poi, una migliore gestione della mandria con una maggiore produttività, efficienza riproduttiva, controllo della stalla. Nel 2025, inoltre, Danone ha riclassificato alcune delle sue emissioni, adottando nuovi modelli di calcolo e modificando le metodologie relative alle emissioni a livello dei fornitori e del latte fresco.