Parmigiano Reggiano, l’Assemblea dei consorziati approva il bilancio 2025 e un pacchetto di misure per contenere l’offerta

2026-03-26T11:59:37+01:0026 Marzo 2026 - 10:26|Categorie: Formaggi|

Parma – L’Assemblea generale dei consorziati del Parmigiano Reggiano, che si è riunita ieri a Parma, ha approvato con il 100% dei consensi il bilancio consuntivo 2025. Si è chiuso con un utile di esercizio di 192.679 euro (in crescita sul 2024): il totale ricavi è stato di 59.787.137 euro a fronte di un totale costi di 59.267.944 euro.

L’Assemblea ha inoltre approvato con il 92,5% dei consensi la proposta elaborata dal Consiglio di Amministrazione per contenere l’aumento produttivo che potrebbe creare problemi di marginalità. In particolare, gli interventi riguardano l’aumento degli importi di contribuzione aggiuntiva per l’anno 2027, del quantitativo totale destinato al Plafond 2026, la modifica del Piano regolazione offerta 2026 e un bonus fino a 15 milioni di euro da riconoscere ai quintali di minore produzione di latte nel 2026.

“Abbiamo scelto di agire con tempestività per adottare misure concrete volte a raffreddare una spinta produttiva che prosegue ininterrotta dall’agosto 2025”, ha spiegato il presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli. “Questa decisione è la precondizione necessaria per garantire stabilità alle prospettive future del comparto, oggi minacciate da un quadro internazionale di forte incertezza: dalle tensioni geopolitiche ai rischi di nuove barriere doganali, fino ai riflessi di una possibile crisi energetica globale che grava sul reddito dei consumatori”.

“In un mercato dei formaggi duri sempre più affollato e aggressivo sul fronte dei prezzi, la strategia del Parmigiano Reggiano dev’essere netta: consolidare quel percorso di riposizionamento avviato ormai da due anni”, ha aggiunto Bertinelli, focalizzandosi sugli obiettivi del Consorzio. “Dobbiamo sganciarci con forza dalle logiche della mera concorrenza di prezzo, che penalizzano la qualità, per puntare sulla nostra distintività. L’obiettivo è trovare un nuovo equilibrio che premi il collocamento del prodotto sui mercati internazionali, riducendo progressivamente la dipendenza da un mercato interno italiano che appare sempre più sensibile al fattore prezzo”.

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