NIQ: consumi stabili ma più frammentati e ‘infedeli’. Tra i canali cresce l’e-commerce

2026-05-14T14:31:56+02:0014 Maggio 2026 - 14:31|Categorie: in evidenza, Retail|Tag: , , |

Cagliari – Nel 2025 il mercato del largo consumo confezionato ha raggiunto un valore complessivo di 117,1 miliardi di euro: 88,7 miliardi nel food & beverage, 15,6 miliardi nel personal care, 8 miliardi nell’home care e 4,8 miliardi nel pet care. Nei primi quattro mesi del 2026 il Totale Negozio (omnicanale) cresce del 2,6% a valore, con il largo consumo confezionato che segna un +1,9%. A trainare la crescita del mercato è soprattutto l’e-commerce, che accelera del 13,6%, mentre rallenta il comparto Tech & Durables (-1,2%).

È lo scenario delineato da NielsenIQ in occasione de Linkontro 2026, il tradizionale evento del largo consumo organizzato al Forte Village di Santa Margherita di Pula, in Sardegna, che quest’anno ha riunito quasi 700 manager e 245 aziende tra industria e grande distribuzione. Il quadro che emerge è quello di un Paese in cui i consumi tengono sul fronte del valore, ma diventano sempre più frammentati, selettivi e orientati alla ricerca di convenienza.

“Il 2026 si apre all’insegna di una stabilità solo apparente: anche se i consumi restano costanti diventano sempre più frammentati e guidati da scelte di convenienza”, afferma Enzo Frasio, Amministratore delegato di NIQ Italia. “Siamo anche di fronte a una alta infedeltà: in media, le famiglie italiane frequentano abitualmente 6,3 insegne brick & mortar all’anno. Segnale, questo, di una competizione sempre più intensa, amplificata dall’online, che accelera e guadagna quote di mercato raggiungendo nel 2025 una share significativa – 19,4% nel pet e 16,3% nel beauty. A questo, si aggiunge la trasformazione demografica e sociale: cambiano le composizioni dei nuclei familiari, si rafforza l’attenzione verso salute e benessere, si riducono le scelte impulsive e aumentano la ricerca di valore e qualità. Oggi più che mai il successo passa dal comprendere chi davvero percorre i corridoi dei supermercati”.

Secondo NIQ, infatti, non si assiste a una riduzione della spesa, ma a una sua trasformazione. Nel corso dell’anno mobile terminante a marzo 2026, la spesa media a valore per famiglia cresce del +2,6%, mentre la frequenza di acquisto aumenta del +7,6%, con picchi del 12,8% tra le famiglie giovani con figli. Tra i comparti, il fresco resta protagonista (+4%): frutta e verdura segnano +5,5%, macelleria e polleria +6,8%, prodotti freschi confezionati +3,7%. Di contro, rallentano categorie come i salumi (-2,6%) e gli alimentari confezionati (+1,3%). Da segnalare che il 70% della crescita dei volumi è spiegato da sole 20 categorie, tra cui kefir (+50%), frutta esotica (+31%), semi (+29%), yogurt proteici (+26%) e specialità etniche (+22%).

Se guardiamo ai canali, al netto della crescita dell’e-commerce si notano andamenti differenziati. Gli ipermercati (2.500 – 4.499 mq) registrano le performance migliori, con un +6,5% a valore e un +6,3% a volume, sostenuti anche dalle nuove aperture. Più complessa la situazione dei format oltre i 4.500 mq e delle superette, penalizzati dal ridimensionamento della rete. Anche la crescita dei discount resta fortemente legata all’ampliamento della rete di vendita. I supermercati, invece, si confermano il canale con il miglior rendimento strutturale: +1,7% a volume e +0,8% a valore, una crescita poco influenzata dalle variazioni della rete.

Nei primi quattro mesi del 2026 si registra inoltre un riallineamento tra Industria di marca e Marca del distributore. Nel Largo consumo confezionato (+1,9%), entrambe contribuiscono alla crescita del mercato (+1,8%).

 

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