La Danimarca non ha più un ministero dell’Agricoltura

2026-06-10T16:57:18+02:0010 Giugno 2026 - 16:57|Categorie: Mercato|

Copenaghen (Danimarca) – La Danimarca non ha più un ministero dell’Agricoltura. Al suo posto, un ministero dedicato alla Natura e al Benessere animale, che formalmente avrà le medesime competenze. Il portfolio dedicato all’agricoltura, però, secondo documenti del Governo danese citati dalla testata Euractiv, sarà condiviso tra non meno di cinque ministeri.

L’importante novità è stata annunciata mercoledì scorso, 3 giugno, quando la premier socialdemocratica danese Mette Frederiksen ha reso noti i nomi dei ministri che compongono la nuova squadra di governo, una coalizione di centro-sinistra. A capo del ministero della Natura e del Benessere Animale c’è Christian Rabjerg Madsen, che si occuperà della gran parte delle responsabilità connesse all’agricoltura. Mentre il ministero delle Imprese gestirà quanto legato al cibo e alla sicurezza alimentare. La pesca sarà in mano al ministero dell’Ambiente e anche i ministeri della Giustizia e dei Trasporti avranno competenze prima in mano all’Agricoltura.

“Farà cose positive per il popolo danese, per le generazioni future, e per gli animali”, secondo le dichiarazioni della stessa Frederiksen riportate da Politico. Ma, a fronte di riscontri entusiastici da parte dei gruppi animalisti e ambientalisti, la decisione ha suscitato perplessità e reazioni contrarie dal mondo agricolo e non solo. Come riporta Euractiv, l’eurodeputato di Renew Europe e agricoltore Asger Christensen ha definito questa decisione “un disastro”. Il quotidiano ha inoltre sottolineato come, in un momento in cui l’Ue attribuisce grande importanza alla sicurezza alimentare, alcuni temono che la distribuzione delle responsabilità tra diversi ministeri possa far perdere terreno a Copenaghen in questo ambito.

La Danimarca è il sesto paese esportatore al mondo di suini, tanto che il numero di maiali negli allevamenti è pari a cinque volte la popolazione danese. E anche l’allevamento bovino gioca un ruolo di peso nel settore agricolo, basti pensare che uno dei principali player mondiali nel settore lattiero caseario è la cooperativa danese Arla.

L’impatto ambientale degli allevamenti e il benessere animale sono stati temi al centro dell’ultima campagna elettorale danese. Come segnala il Guardian, in particolare, l’industria suinicola è stata accusata di pratiche crudeli nei confronti degli animali. E infatti, con l’obiettivo di realizzare una “totale ristrutturazione” del comparto, la premier Frederiksen ha annunciato che verrà istituita una commissione che coinvolgerà tutte le parti interessate, tra cui il governo, le Ong, le organizzazioni agricole e le amministrazioni comunali.

Gli allevamenti danesi, comunque, sono già stati oggetto di politiche ambientali restrittive. Nel 2024, infatti, il parlamento di Copenaghen ha approvato una tassa, che entrerà in vigore nel 2030, sulle emissioni agricole: gli allevatori dovranno pagare 300 corone (circa 40 euro) per tonnellata di anidride carbonica equivalente emessa.

(ET)

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