Ace Endico: “I dazi? Non frenano il made in Italy in Usa”

Da 40 anni il distributore newyorkese rifornisce ristoranti, hotel e grossisti nella East Coast con migliaia di prodotti italiani. Sfide e opportunità per gli importatori americani in un’intervista con Beck Bolender, marketing manager.

Capacità logistica e strutturale di un grande distributore e flessibilità di un importatore specializzato. Sono le due anime che convivono in Ace Endico, azienda familiare con sede a New York che da oltre 40 anni opera nella distribuzione di specialità alimentari negli Usa. Presente in nove Stati della East Coast, Ace Endico conta oggi oltre 700 collaboratori, gestisce ogni giorno una flotta di più di 150 mezzi e offre un assortimento di oltre 16mila referenze. Un catalogo ampio, in cui i marchi italiani – dai grandi ai piccoli produttori – spiccano per numero. In un’intervista a Beck Bolender, marketing manager di Ace Endico, approfondiamo le principali sfide che importatori e distributori americani si trovano a dover affrontare oggi: dall’impennata dei costi di trasporto all’incognita dei dazi.

Quali sono oggi i canali di vendita principali per Ace Endico?

Il foodservice resta il nostro principale canale di vendita. Parallelamente, stiamo registrando una crescita importante anche nel retail specializzato e nel cash & carry. Continuiamo inoltre a rafforzare la nostra presenza nei canali istituzionali: dalla sanità all’istruzione, dalla ristorazione aziendale fino alle organizzazioni sportive. Tra i nostri clienti vantiamo i New York Yankees.

Che ruolo hanno i prodotti italiani nel vostro assortimento?

I prodotti italiani sono parte integrante della storia e dell’identità di Ace Endico. Le specialità made in Italy hanno contribuito a costruire le basi dell’azienda e ancora oggi rappresentano uno dei segmenti più importanti del nostro portafoglio. Lavoriamo sia con grandi marchi storici sia con piccoli produttori artigianali dello Stivale.

Dal vostro punto di vista privilegiato, quali categorie di referenze italiane registrano le migliori performance sul mercato?

Tra le categorie italiane più dinamiche oggi figurano sicuramente gli ingredienti per la pizza, nella versione napoletana in particolare. La domanda resta molto forte anche per conserve di pomodoro, olio extravergine di oliva, formaggi – soprattutto mozzarella, burrata, Parmigiano Reggiano e Pecorino. Spiccano poi anche pasta secca, salumi, condimenti al tartufo, dessert surgelati e prodotti da forno.

E nel beverage?

Sicuramente le bevande italiane da aperitivo: da circa cinque anni a questa parte lo Spritz è tra i cocktail più richiesti in bar e ristoranti. Nella categoria vini, nella East Coast, il Lambrusco è tra le referenze più in voga. Cresce da tempo poi anche la richiesta di proposte analcoliche o low alcohol.

Quali criteri guidano la vostra scelta di nuovi fornitori?

Prendiamo in considerazione diversi aspetti: qualità del prodotto, conformità alle normative e agli standard di sicurezza alimentare, posizionamento competitivo nella categoria, possibilità di costruire una crescita di lungo periodo… Guardiamo con attenzione anche alla conoscenza del mercato statunitense da parte del fornitore e alla sua capacità di supportarci sul piano operativo, dalla logistica alla documentazione, fino alla comunicazione. Per Ace Endico le relazioni sono fondamentali. Cerchiamo fornitori collaborativi, trasparenti e interessati a costruire insieme un percorso di crescita nel lungo periodo. Veniamo in Italia più volte all’anno per incontrare i produttori e, con molti di loro, soprattutto con le aziende più famigliari, abbiamo costruito nel tempo rapporti davvero speciali.

In assortimento avete anche prodotti a marchio Ace Endico?

Sì, i prodotti a marchio privato hanno un ruolo importante nella nostra strategia assortimentale. Ci permettono di proporre un’offerta distintiva, rafforzare la fidelizzazione dei clienti e garantire valore, mantenendo al tempo stesso standard qualitativi elevati. La private label ci offre anche maggiore flessibilità nel rispondere alle condizioni di mercato, alle pressioni sui prezzi e alle esigenze della clientela. Parallelamente, i prodotti importati restano fondamentali, perché chef e consumatori cercano brand italiani riconoscibili e specialità del territorio. La nostra strategia è mantenere un portafoglio equilibrato tra PL e brand di importazione.

Cambiamo argomento. Quali sono oggi le principali sfide che importatori e distributori devono affrontare?

Negli ultimi anni il lavoro di importatori e distributori è diventato sempre più complesso. Tra costi logistici imprevedibili, oscillazioni dei tassi di cambio, rincari delle materie prime e una supply chain costantemente soggetta a tensioni, garantire continuità di servizio richiede una capacità di pianificazione molto maggiore rispetto al passato. La gestione delle scorte è strategica. A al proposito, un’analisi puntuale dei dati – potenziata dagli strumenti di intelligenza artificiale – è fondamentale.

Qual è l’impatto dei dazi?

I dazi pesano soprattutto perché introducono l’elemento incertezza. Per importatori e distributori non si tratta solo di assorbire un eventuale aumento dei costi, ma di rivedere rapidamente pianificazione, listini e strategie di approvvigionamento. Anche solo l’annuncio della potenziale introduzione di nuove misure tariffarie può generare tensioni lungo la filiera, spingendo gli operatori a valutare acquisti anticipati o fornitori alternativi. Il rischio principale è che la pressione finisca per riflettersi sui margini e, in ultima istanza, sul costo finale per ristoratori, retailer e dunque consumatori.

E quali potrebbero essere le ricadute sull’import di prodotti italiani?

Per i prodotti italiani ci aspettiamo che la domanda resti solida. Chef e consumatori finali continueranno a scegliere le eccellenze made in Italy anche a fronte di prezzi più alti, perché ne riconoscono autenticità, qualità e valore distintivo. Lo dimostrano i numeri. Lato nostro, in Ace Endico cerchiamo di assorbire i costi dove possibile. La flessibilità tipica di un importatore specializzato, unitamente alla struttura di un grande distributore, ci consente di far fronte a questi contesti difficili. Ha poi un peso non indifferente il rapporto di grande fiducia e collaborazione che negli anni abbiamo stretto con i nostri fornitori italiani. Siamo orgogliosi di distribuire i marchi italiani tanto quanto i produttori italiani sono orgogliosi di produrli.

 

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