Brazzale (Federazione mondiale del latte): “Scenario incerto. Attenzione a valori nutrizionali e impatto ambientale dei prodotti alternativi”

2022-05-31T16:13:56+01:0031 Maggio 2022 - 16:13|Categorie: Formaggi, in evidenza, Latte|Tag: , |

Verona – Piercristiano Brazzale, in una ricca intervista rilasciata all’ufficio stampa di Fieragricola, commenta il comparto del lattiero caseario nella difficile congiuntura internazionale, affrontando i temi più caldi del momento. In merito alla posizione dell’industria, dichiara: “Non dobbiamo dimenticare che fra l’incudine e il martello c’è il mondo della trasformazione, cioè l’industria e la cooperazione, perché fanno fatica a trasferire a valle i maggiori costi di produzione della materia prima, della plastica, del packaging, dell’energia, dell’acciaio e della logistica. Complessivamente, mi sento di dire che è una situazione difficilmente prevedibile, anche se sembra abbastanza acclarato che in futuro ci assesteremo su prezzi medi e costi medi superiori a quelli del passato”. Brazzale commenta poi gli investimenti di alcune aziende sui prodotti ‘alternativi’: “Sono prodotti che si limitano a mettere insieme caseina, due o tre grassi e pochi altri ingredienti e fanno, ad esempio, una sorta di mozzarella, ma niente può sostituire i più di 400 acidi grassi, decine e decine di proteine ad alto valore biologico del vero latte. La struttura non è replicabile dal punto di vista molecolare rispetto a una mozzarella vera, e non sappiamo quali possano essere gli effetti nutritivi e metabolici. Per adesso sono commercializzabili solo negli Stati Uniti e a Singapore. Fino a poco tempo fa costavano più del doppio rispetto ai tradizionali prodotti lattiero caseari, ma forse bisognerebbe dire rispetto ai veri prodotti lattiero caseari”. Ma come si può muovere la federazione? Si legge sempre nell’intervista: “Dovremo essere molto bravi e soprattutto veloci a spiegare qual è il valore socio economico e nutrizionale della filiera lattiero casearia e dei prodotti relativi, far vedere che questi prodotti alternativi non hanno lo stesso valore nutrizionale e che il loro impatto ambientale non è vero che siano così basso, se si considera tutto il loro ciclo di produzione. Rischieremmo di far passare messaggi che confondono i consumatori e danneggiano un settore cruciale per l’economia e necessario per la corretta alimentazione come appunto il comparto lattiero caseario”.

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