Calo prezzo del latte spot, chiesto un tavolo di filiera in Piemonte. A Padova alcune cooperative invitano gli allevatori a ridurre le produzioni

2026-01-14T10:17:29+01:0014 Gennaio 2026 - 10:17|Categorie: Formaggi, in evidenza|Tag: , , , , , |

Cuneo – È un momento delicato per il settore lattiero-caseario. La diminuzione generale dei consumi dei prodotti trasformati, un aumento della produzione mondiale di latte e le incertezze legate ai dazi statunitensi sono tra i fattori che hanno portato a un calo dei prezzi del latte spot. Tanto che nel mese di dicembre, industria e settore agricolo avevano raggiunto un accordo sul prezzo del latte al Ministero dell’agicoltura. Accordo che, secondo alcuni, non sarebbe però stato rispettato (leggi qui).

Per questo motivo Confagricoltura Piemonte ha chiesto all’assessore regionale dell’Agricoltura, Paolo Bongioanni, la convocazione di un Tavolo della filiera latte, che si estenda anche alla componente industriale, per trovare soluzioni che permettano di governare l’attuale squilibrio tra domanda e offerta. Secondo i dati diffusi dall’organizzazione agricola, in Piemonte operano circa 1.300 allevamenti da latte con quasi 230 mila capi, pari a circa il 9% delle consegne nazionali.

Per quanto riguarda il territorio di Cuneo è intervenuta anche Coldiretti, con la richiesta al mondo industriale di valorizzare il latte locale, evitando importazioni estere ritenute speculative. La provincia di Cuneo è tra le prime in Italia per produzione, con quasi 7 milioni di quintali annui.

Intanto, alcune cooperative che gestiscono la compravendita del latte nell’Alta Padovana sono arrivate a chiedere agli allevamenti di produrre meno latte, a fronte di una diminuzione generale della domanda. “Il prezzo del latte dipende dall’andamento del mercato globale”, evidenzia Cia Padova, come riportato da Padova Oggi. “Stiamo vivendo un momento storico particolarmente delicato. È nell’interesse di tutta la filiera rientrare in tempi brevissimi da questo esubero di latte”.

“La situazione è seria”, ha ammesso Maurizio Antonini, direttore di Cia Padova. “Ogni attore della filiera è tenuto a fare la propria parte per uscirne al più presto. Oltre al prezzo, è necessario attuare politiche compatibili con la riduzione del latte prodotto”.

Torna in cima