Cibo sintetico: l’Ue finanzia la ricerca. Ma Timmermans (Commissione europea) nega progetti ad hoc

2022-11-30T10:15:28+01:0030 Novembre 2022 - 10:13|Categorie: Carni, Formaggi, in evidenza|Tag: , |

Roma – Il cibo sintetico si fa strada in Europa. Ma Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione europea, nega l’esistenza di progetti ad hoc da parte dell’Ue. Secondo alcuni dati presentati al Forum della Coldiretti, che si è svolto a Roma nei giorni scorsi, sono numerosi invece i fondi di progetti Ue destinati alla ricerca sul cibo sintetico: il programma React-Eu – che ha l’obiettivo di sviluppare la produzione alimentare cellulare e di carne sintetica – ha ricevuto una sovvenzione di due milioni di euro, 32 milioni sono stati stanziati per Horizon Europe, il programma di ricerca per le proteine alternative. I Paesi Bassi hanno ricevuto 60 milioni di euro per la ricerca nel campo dell’agricoltura cellulare; 5,2 milioni la Spagna. Tuttavia, Timmermans, interrogato nel corso del Forum di Coldiretti, nega una politica ad hoc della commissione: “Non ci sono progetti della Commissione europea che promuovano il cibo sintetico. È una fake news e non sono disposto a farlo”. La strada verso l’introduzione del cibo sintetico in Europa è invece spianata e presto si dovrà fare i conti con questa realtà. “Dopo la commercializzazione negli Usa dei nuggets di pollo sintetico, nel 2023 toccherà all’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ndr) decidere se concedere l’autorizzazione nella categoria novel food”, spiega Felice Adinolfi, direttore del centro studi Divulga – Università di Bologna al quotidiano Italia Oggi. “Oggi il tema è ancora depoliticizzato, non esiste un’iniziativa parlamentare, in Italia o in Europa, in cui si porti in discussione il problema. Viene tutto lasciato al confronto tra i laboratori e le autorità che concedono le autorizzazioni. E questa è una strategia subdola ma efficace. Da un lato promette di risolvere l’emergenza climatica e dare cibo a tutti, guadagnando i consensi degli ecologisti, e dall’altro diffonde pochissime informazioni o utilizza nomi come carne coltivata o carne pulita evitando di fare riferimenti al processo e agli strumenti utilizzati”.

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