Atlanta (Usa) – Coca Cola chiude il secondo trimestre con vendite in calo del 25%, a 7,2 miliardi di dollari (pari a 6,22 miliardi di euro). Il più grande tonfo delle entrate trimestrali degli ultimi 25 anni. Complice, il lockdown che ha portato alla chiusura di ristoranti, bar, cinema e impianti sportivi. Che rappresentano circa la metà delle entrate del gruppo di Atlanta. Nel tentativo di attutire il calo dei profitto, Coca Cola ha rivoluzionato il suo modello di marketing a suon di tagli dei costi pubblicitari e eliminazione dei marchi ‘deboli’. Anche la rivale PepsiCo ha patito la chiusura del comparto fuori casa, subendo un calo delle vendite: -3% a 15,95 miliardi di collari, circa 13,7 miliardi di euro. Il suo business, però, è stato bilanciato dal comparto snack. Su tutti, i marchi delle patatine Lays, Doritos e Cheetos, le cui vendite hanno segnato un +7% nel Nord America. Mentre i fiocchi d’avena a marchio Quaker hanno registrato addirittura +23% durante il lockdown.
Coca Cola: vendite in calo del 25%. PepsiCo bilancia il fatturato grazie al comparto snack
RepartoGrafico2023-06-22T17:13:53+01:0023 Luglio 2020 - 10:37|Categorie: Dolci&Salati, Mercato|Tag: Coca-cola, fatturato, pepsico, snack, vendite|
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