Girona (Spagna) – Una ricerca condotta in joint venture dall’Università spagnola di Girona e da quella tunisina di Sfax ha dimostrato che la farina di nocciolo d’oliva può diventare un valido sostituto dei riempitivi della plastica, composta generalmente da polipropilene e altre sostanze. L’idea porterebbe diversi vantaggi. Anzitutto si tratta di prodotti di scarto ricavati dal processo di frangitura, e per questo molto convenienti. Inoltre la disponibilità a livello mondiale è molto alta, si parla di migliaia di tonnellate all’anno. La ricerca degli atenei ha evidenziato che il nuovo riempitivo avrebbe tutte le qualità meccaniche per essere utilizzato nell’industria del polipropilene, previa riduzione a una dimensione delle particelle compresa tra 50 e 400 micron e inglobamento nel composto polipropilenico, attraverso un processo di fusione e stampaggio a iniezione. La qualità del materiale realizzato con questa farina è confrontabile con altri prodotti industriali e ha mostrato una buona resistenza alla trazione.
ESTERI
Noccioli d’oliva: la plastica del futuro
Irene2014-12-18T15:44:21+02:0018 Dicembre 2014 - 15:44|Categorie: Tecnologie|Tag: farina di nocciolo d'oliva, Girona, plastica, polipropilene, Sfax, Università di Girona|
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